Martedì 15 marzo si è riunito per la prima volta il Comitato referendario “Vota sì per dire NO alle ” di ed ha visto l’adesione di diverse realtà associative della città. Il comitato lavorerà per invitare i cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare SI per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze.

La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare.

L’obiettivo del comitato nazionale, che vogliamo riprendere totalmente e diffondere a livello locale, è far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale.

Le ragioni per cui vogliamo dire Sì al referendum sono le seguenti:

– Il tempo delle fonti fossili è scaduto: in Italia il nostro Governo deve investire da subito su un modello energetico pulito, rinnovabile, distribuito e democratico, già affermato nei Paesi più avanzati del nostro Pianeta;
– Le ricerche di petrolio e gas mettono a rischio i nostri mari per coprire soltanto il 2% del fabbisogno;
– L’estrazione di idrocarburi è un’attività inquinante, con un impatto rilevante sull’ e sull’ecosistema marino;
– In un sistema chiuso come il mar Mediterraneo un eventuale incidente sarebbe disastroso e l’intervento umano pressoché inutile;
– Trivellare il nostro mare è un affare per i soli petrolieri, che in Italia trovano le condizioni economiche tra le più vantaggiose al mondo. Il “petrolio” degli italiani è ben altro: bellezza, turismo, pesca, produzioni;
alimentari di qualità, biodiversità, innovazione industriale ed energie alternative;
– Oggi l’Italia produce più del 40% della sua energia da fonti rinnovabili, con 60mila addetti tra diretti e indiretti, e una ricaduta economica di 6 miliardi di euro;
– Alla Conferenza ONU sul Clima tenutasi a Parigi lo scorso dicembre, l’Italia – insieme con altri 194 paesi – ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, perseguendo con chiarezza e decisione l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili. Fermare le trivelle vuol dire essere coerenti con questo impegno.

Ad oggi hanno aderito:
ARCI Comitato Provinciale Senese, Legambiente Circolo di Siena, Libera coordinamento di Siena, LINK Siena, MDC sede di Siena, Slowfood delegazione di Siena, WWF Siena.

Coordinamento Senese Vota-SI-per-Fermare-le-Trivelle-Coordinamento-Senese

Data pubblicazione: 17 marzo 2016