Anche il Movimento Difesa del Cittadino ha deciso di aderire alla battaglia dell’ufficio di in India, a rischio chiusura a causa della decisione del Ministro degli Interni, Rajnath Singh, che dopo aver diffamato l’operato degli operatori ha bloccato i fondi nazionali e provenienti dall’estero vietando a una dei responsabili di campagna di lasciare il Paese.

L’India è attualmente il secondo Paese più popoloso del Pianeta, un’area di frontiera molto importante per le campagne globali, in particolare a difesa del Clima e contro l’uso del carbone. Già da alcuni mesi il personale di Greenpeace India si batte per la propria sopravvivenza, ma si tratta anche di una battaglia per l’intera società civile, la libertà di parola e la democrazia, tanto che lo staff ha deciso di lavorare rinunciando al suo salario. Il 27 maggio scorso, la Corte di Delhi ha deliberato una momentanea sospensione, permettendo l’accesso ai conti fino al verdetto definitivo, cui mancano ormai poche settimane.

Per sostenere l’appello di Greenpeace a Ban Ki-moon basta collegarsi a questo link e firmare:http://act.greenpeace.org/ea-action/action?ea.client.id=1844&ea.campaign.id=38754

Data pubblicazione: 08 giugno 2015