Lavoro sicuro (2012-2013)

La referente del progetto per il Movimento Difesa del Cittadino è Livia Zollo.

Aiutare i giovani nella ricerca di un lavoro, evitare le truffe, conoscere le principali normative del mercato del lavoro, sono gli obiettivi del progetto “LAVORO SICURO. I giovani come consumatori nel mercato dell’offerta formativa, scolastica e di servizi per l’orientamento al lavoro e il collocamento”, realizzato da Adiconsum e Movimento Difesa del Cittadino con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La disoccupazione giovanile è uno dei dati più allarmanti dell’ultimo anno, per questo sempre più giovani, in particolare al Sud, investono notevoli risorse per acquisire competenze e titoli di studio aggiuntivi. Non sono pochi quelli che cascano nei tranelli di offerte lavorative che si rivelano poi delle vere e proprie truffe.

Le due associazioni, attraverso l’organizzazione di incontri in scuole, università e altri luoghi d’incontro giovanili, le pagine dedicate sui principali social network e campagne di informazione, si impegnano ad educare i giovani sui modi di cercare e trovare un lavoro sicuro, diffidando dai facili guadagni e denunciando gli abusi.

Esperti delle due associazioni forniranno informazioni e raccoglieranno segnalazioni attraverso il numero verde  800 864754 e attraverso le pagine di Facebook e Twitter.

MATERIALI INFORMATIVI

Saranno disponibili presso sedi e sportelli e verranno distribuiti ai giovani durante gli incontri:

dossier “Le frodi e le pratiche commerciali sleali ai danni dei giovani in cerca di lavoro”(pdf)

guida “I servizi per la qualificazione professionale e il supporto al collocamento”(pdf)

volantino informativo “Cerchi lavoro?Occhio alle trappole!”(pdf)

locandina (pdf)

NEWS

2 Commenti
  • fabio
    14 luglio 2015 19:03

    Alla cortese attenzione di Livia Zolfo.
    Poco tempo fa il nostro attuale ministro delle infrastrutture Del Rio ( allora era sottosegretario alla presidenza del consiglio) ospite di una trasmissione televisiva “ Pane Quotidiano” disse che : “IL LAVORO NON SI PUO’ CREARE PER LEGGE” giustissimo, FINO AD UN CERTO PUNTO,; aggiungo io ma “L’OCCUPAZIONE SI”.
    Basterebbe una legge che abroghi l’abominevole norma che autorizza un secondo ( spesso terzo, quarto ecc..) lavoro a chi comunque un’entrata già ce là per diminuire, non di poco, la disoccupazione.
    Vorrei focalizzare l’attenzione sul doppio lavoro autorizzato facilmente collegabile con la mancanza di lavoro.( GIUSTAMENTE DEFINITA DA PAPA FRANCESCO GRIDO DI DOLORE)
    Ho parlato di questa mia idea in primis con due miei amici pensionati ( interessati dal conflitto di interessi) i quali per tutta risposta uno mi ha detto “ TI PRENDERANNO PER PAZZO” e l’altro “ SEI FUORI DI TESTA”.
    Mi rendo sempre più conto di quanto questo fenomeno sia diffuso, sia radicato, sia intriso di conflitto d’interessi i quali rendono difficilissimo aprire qualsiasi discussione.
    Forse quanto sto per dire creerà una frattura tra me ed alcuni amici, parenti, conoscenti; sicuramente se ciò avvenisse mi dispiacerebbe ma ritengo doveroso considerare al primo posto la persona, la persona che cerca lavoro, dignità (propria e della propria famiglia).
    Sarebbe come un equazione facilissima la cui comprensione è alla portata di tutti “ MENO DOPPIO LAVORO AUTORIZZATO = MENO DISOCCUPATI”.
    Vantaggi innumerevoli; svantaggi zero
    Non è possibile avere tanti disoccupati e nello stesso momento permettere a tanti altri di svolgere un secondo ( spesso terzo, quarto ecc..) lavoro autorizzato.
    Personalmente, nel mio piccolo, nel mio comune, sono dovuto ricorrere a strutture private dove operano persone che contemporaneamente sono dipendenti pubblici o pensionati; rapportato a livello nazionale il fenomeno assume dimensioni enormi.
    Se mettessimo, come dovrebbe essere, al primo posto del problema la persona, la persona che “ GRIDA DI DOLORE” sarebbe facilissimo rendersi conto che ogni altra cosa QUALSIVOGLIA altra motivazione passerebbe in secondo piano; qualsiasi ostacolo che impedisce l’abrogazione della norma che prevede l’autorizzazione di un secondo lavoro ad una stessa persona sarebbe facilmente sormontabile.
    Se consideriamo lo STATO come padre, mi si faccia capire quale genitore che ha più figli, in un giorno di temporale, ad alcuni di loro dà due, tre, quattro ripari e ad altri nessuno.
    Un Paese che si ritiene essere civile non può autorizzare uno scempio così.
    Quanti disoccupati troverebbero lavoro!
    Il tasso di disoccupazione scenderebbe di colpo!
    E’ o non è un ostacolo sociale che la Repubblica ha il dovere di rimuovere affinché non sia impedito il pieno sviluppo della persona? Vedi articolo tre della nostra Costituzione.
    Io penso che tutto ciò meriti una riflessione, comunque aspetto,con ansia, un riscontro in merito GRAZIE.

    Fabio

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