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Modem Libero: Grande successo per il II Workshop Nazionale sulla Net Neutrality organizzato ieri pomeriggio a Milano dal Movimento Difesa del Cittadino

Cittadini, professionisti, operatori del settore, giornalisti e comunicatori, hanno partecipato al Workshop nazionale di Modem Libero, tenutosi ieri pomeriggio a Milano ed organizzato dal Movimento Difesa del Cittadino, nell’ambito della campagna avviata all’interno della Free Modem Alliance.

Un importante momento di condivisione, un confronto aperto e costruttivo sulla Net Neutrality, sull’importanza del riconoscimento dei nostri diritti, sulla consapevolezza di come internet e le nuove tecnologie possano essere al servizio di tutta la collettività, incondizionatamente.

Un momento di crescita e consapevolezza, di ricognizione e informazione. L’opportunità offerta agli intervenuti di conoscere il senso profondo della norma europea, che in Italia viene sistematicamente violata; l’UE ha stabilito la libertà di scelta dei dispositivi e dei modem, imponendo una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori, intimando  agli operatori  la necessità di fornire notizie sulla libertà di scelta da parte degli utenti, circa il costo e l’acquisto, che potrà essere fatto non necessariamente tramite la compagnia telefonica.

Prezioso il contributo offerto dai relatori, tra i maggiori esperti del settore e membri della Free Modem Alliance, che in un abbraccio sinergico con il pubblico hanno messo a disposizione il proprio sapere ed ascoltato le sollecitazioni giunte dalla sala.

Net Neutrality: addio negli USA mentre in Italia c’è, ma AGCOM non la applica. Domani a Milano Workshop Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino.

Da ieri il diritto ad un internet aperta e senza discriminazioni quanto ai contenuti non esiste più negli Stati Uniti, essendo entrata in vigore ieri l’abrogazione votata dalla  Federal Communication Commission.

La neutralità della rete è il principio secondo cui tutto il traffico su Internet dovrebbe essere trattato allo stesso modo, indipendentemente dal fatto che ti stia controllando Facebook, postando immagini su Instagram o streaming di film da Netflix o Amazon. Significa anche che le aziende non possono favorire i propri contenuti rispetto a quelli di un concorrente.

<<E’ un giorno buio per la libertà di internet negli USA e nel mondo – spiega il Presidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo, secondo cui <<la Net Neutrality è un principio da proteggere per un internet aperta e senza discriminazioni che fortunatamente è riconosciuto in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea dal Regolamento 2120/15>>.

L’associazione di consumatori è impegnata da tempo, insieme alla Free Modem Alliance, nella campagna intitolata Modem Libero a favore della libertà, inalienabile di ogni cittadino e prevista dal Regolamento, di scegliersi il modem. <<Crediamo che l’accesso alla rete diventerà sempre più importante nella società civile ed è per questa ragione che le discriminazioni all’accesso a internet rappresentano un vulnus ai diritti dei cittadini>>

ADOTTA UN MODEM LIBERO!

La Net Neutrality è un diritto per tutti i consumatori italiani e dell’Unione Europea.  Il Regolamento UE n. 2120/15 ha stabilito tra l’altro la libertà di scelta del modem, ma in Italia la norma viene sistematicamente violata.  Scopriamo cosa dice la norma e come difenderci in questo Workshop nazionale organizzato dal Movimento Difesa del Cittadino nell’ambito della campagna Modem Libero

Interventi:

Avv. Francesco Luongo (Presidente Nazionale MDC) 

Dott.ssa Lucia Moreschi (Coordinatrice Regionale MDC Lombardia)

Ivan Catalano (Esperto della rete già Deputato nella XVII legislatura)

Gabriele Matteo Fiorentini (Giurista e responsabile coordinamento della Free Modem Alliance)

Kostas Papadopulos (Allnet Italia) 

Giovanni Zorzoni (Consigliere Associazione Italiana Internet Provider -AIIP)

Prof. Avv. Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito (Giurista ed esperto del diritto di internet )

Accrediti Stampa e Segreteria organizzativa:

0297699315 – ufficiostampa@mdc.it –  

Il Corpo delle donne e la rete. Dopo il caso dell’attrice Loretta Rossi Stuart, MDC chiede un sistema di garanzie realmente efficaci a tutela delle immagini personali circolanti sul web, attraverso la petizione su Change.org

Attualmente, la legislazione Italiana non contempla una normativa esaustiva atta a garantire la tutela delle immagini personali circolanti in Rete. Il legislatore, il garante della Privacy e di conseguenza le Autorità giudiziarie risultano di fatto poco attente alle conseguenze personali che derivano dalla diffusione incontrollata e, spesso, non autorizzata, delle proprie immagini sul web, attraverso social network. Occorre prevenzione ed una legislazione ad hoc, per efficacia, competenza e rapidità. Le cronache pullulano dei fatti gravi e dannosi patiti dalle persone offese a causa di certa diffusione incontrollata.

È il caso dell’attrice Loretta Rossi Stuart. Nel 2001 l’artista firmò una liberatoria per l’editore della rivista “BOSS” per l’utilizzo e lo sfruttamento di alcuni scatti fotografici ritraenti l’immagine della summenzionata artista, liberatoria che prevedeva solo ed esclusivamente l’utilizzo della pubblicazione delle suddette immagini sulla rivista stessa. Le stesse foto, invece, molto tempo dopo, sono state arbitrariamente diffuse online senza alcun consenso da parte dell’attrice, scannerizzate da un privato e pubblicate sul sito internet Supereva.

L’artista non solo ha patito un danno sia morale che materiale, ma si è vista condannata in secondo grado dal Tribunale di Firenze al pagamento delle spese processuali per la causa intentata dalla medesima contro la società proprietaria e titolare del server,

Tari, finita la pacchia! Il Giudice Tributario concede i rimborsi agli utenti.

“I Comuni si rendano conto che la pacchia è finita ed i servizi fatti pagare ai cittadini devono essere svolti con puntualità e correttezza a pena del rimborso, come nel caso della raccolta e smaltimento dei rifiuti” – questo il parere del Movimento Difesa del Cittadino  che manifesta la più viva soddisfazione per la Sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Roma n. 6269/41/2018 secondo cui, in caso di grave disservizio nella raccolta dei rifiuti comprovata da diffide scritte al Comune ed alla azienda incaricata del servizio, unitamente a rilievi fotografici, il contribuente ha diritto ad una riduzione della tariffa dovuta pari al 50%.

MDC denuncia da anni le gravi irregolarità nell’applicazione della tassa rifiuti da parte di migliaia di Comuni e per questo ha lanciato nel 2017  la campagna ‘SOS Tari’ per richiedere in favore dei contribuenti milioni di euro di riduzioni  e restituzioni per le tutte somme illegittimamente versate alle casse municipali a titolo di quota variabile Tari sulle pertinenze, di IVA sulla TIA, indebita maggiorazione per i non residenti ed infine per inadempienze nella raccolta della immondizia.

La stessa Corte di Cassazione, lo scorso anno, con l’ Ordinanza n. 22531/17 aveva stabilito il diritto del contribuente alla riduzione degli importi della vecchia Tarsu,

Tutela del risparmio ed educazione finanziaria “virtuale” dei consumatori. L’irresistibile inconsapevolezza della rabbia dei cittadini

Franscesco Luongo  dell’Avv. Francesco Luongo – Presidente Nazionale

In Italia oltre 500mila famiglie sono state colpite dai crack seguiti alla malagestio conclamata di un management bancario disinvolto ed in alcuni casi dai comprovati rapporti amicali con le Autorità di vigilanza.

A fronte di soli 67 milioni di euro di sanzioni irrogate da BankItalia e Consob, chissà se e quando riscossi, ai bancarottieri sono stati riconosciuti 113 milioni di euro di bonus.

Dopo la strage di azionisti e bondholders di Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, Etruria, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, non dimentichiamo che il Ministero dell’Economia (quindi noi contribuenti) ha investito in Monte dei Paschi di Siena circa 5,4 miliardi di euro: 3,85 miliardi per l’aumento di capitale e 1,53 miliardi nell’offerta ai risparmiatori ex titolari di bond subordinati, divenuti soci della banca per permettere allo Stato di salvare l’istituto.

Ecco pertanto il porsi ancora una volta  al centro dell’attenzione istituzionale il vecchio problema dell’ alfabetizzazione economica degli italiani, con l’istituzione da parte del MEF del Comitato Edufin e l’approfondimento svolto nell’ambito della XVII sessione programmatica CNCU – Regioni, svoltasi a Macerata. “Educazione e trasparenza finanziaria:

Multe a Portonaccio: il Giudice di pace di Roma condanna Roma Capitale per l’inadeguata ed errata diffusione delle informazioni agli utenti della strada

Costituisce ormai fatto notorio poiché divulgato con tutti i mezzi d’informazione ed organi stampa, la inadeguata ed errata diffusione agli utenti della strada, della riattivazione del divieto di percorrere la corsia riservata al servizio pubblico con decorrenza dal 2 maggio 2017, sulla via di Portonaccio. Tale divieto era stato sospeso sin dal 2011 a causa di interventi strutturali al manto stradale che ne avevano giustificato e legittimato la disattivazione del varco 69, con la conseguente libera circolazione per i mezzi in transito sulla suindicata via.

Il Giudice di Pace di Roma, con la sentenza n. 6445/2018 ha annullato, ad un medico in servizio, ben 5 verbali per violazione al CdS per il passaggio su corsia riservata ai mezzi pubblici.

“In particolare, risulta dagli atti di causa, l’assenza di preventiva segnaletica, – dichiara il dott. Camillo Bernardini del Movimento Difesa del Cittadino – l’inidoneità di quella orizzontale e l’insufficienza di quella verticale sino alla notte tra I’ 11 e il 12 luglio 2017, circostanze tutte, peraltro, non sconfessate dalla pubblica amministrazione. Tali circostanze, nella loro complessità, hanno indotto in errore l’utenza, la quale ha ritenuto, ancora ed in quel momento, percorribile la suindicata corsia preferenziale, senza peraltro,

Vacanze in arrivo, truffe in agguato… Carte di credito clonate, un giro d’affari di 150.000 euro a settimana. Il Movimento Difesa del Cittadino rinnova le sue battaglie di sensibilizzazione, invitando i consumatori alla massima attenzione, seguendo anche i consigli dei Carabinieri

Un enorme giro d’affari, un indotto impressionante. Le indagini parlano chiaro. Attraverso la frode dei codici bancari, e la successiva clonazione delle carte di credito, il business che si può raggiungere tocca 150.000 euro a settimana, circa 10 milioni l’anno.

I prelevamenti vengono effettuati perlopiù nei Paesi esteri, con maggiore concentrazione in Jamaica, Indonesia e Belize.

Gli sportelli ATM sono abilmente manipolati, attraverso l’inserimento di un file “spia”, perfettamente mimetizzato, che riesce a carpire tutti i dati delle carte di credito inserite. Ecco così che codici e bande magnetiche vengono cifrati ed inviati direttamente all’estero, dove avviene la clonazione.

Il Movimento Difesa del Cittadino, attraverso le campagne SOS POS e Pago Sicuro, ha da tempo avviato un percorso finalizzato all’educazione finanziaria dei cittadini, proponendosi di incentivare l’utilizzo delle carte di debito e di credito con la corretta informazione,  stimolando le Istituzioni e l’opinione pubblica ad una riflessione su queste tematiche, raccogliendo denunce e reclami dei cittadini, al fine di poter affrontare qualsiasi acquisto serenamente e in totale sicurezza. Conoscere diritti e doveri è la base per gli acquisti sicuri!

<<La maggiore diffusione dei pos nei piccoli esercizi commerciali – spiega Francesco Luongo,

Spegnimento Tutor sulle autostrade, Movimento Difesa del Cittadino: si rispettino le regole e altolà alle multe a strascico per gli automobilisti.

“Lo spegnimento forzato del sistema Tutor di controllo della velocità media sulle strade non diventi la scusa per una campagna di multe a strascico sulla rete autostradale, in violazione delle garanzie previste dal Codice della Strada”. Questo il parere del Movimento Difesa del Cittadino di fronte alle non troppo velate minacce che lo stop al sistema di verifica della velocità che la Corte d’appello di Roma (con sentenza n. 2275/2018) ha dichiarato contraffatto, comporti uno stillicidio di controlli con autovelox, telelaser e apparecchi montati su vetture di servizio (anche autocivetta) in movimento.

A riguardo, l’associazione di consumatori, da tempo impegnata contro le migliaia di Comuni che fanno cassa con le multe per circa 1,67 miliardi di euro senza investire un euro in sicurezza stradale, si augura che anche sulla rete Autostradale venga rispettato l’art 142 del Codice della Strada e la sentenza della Cassazione n. 5997/14, secondo cui le postazioni di rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, ai sensi del D.M. 15 Agosto 2007; il verbale deve riportare, a pena di illegittimità, tali elementi.

MDC chiede inoltre notizie certe circa l’implementazione del nuovo sistema che dovrebbe sostituire il Tutor,

Unione Europea, direttiva sulla riduzione dell’inquinamento prodotto da oggetti di plastica monouso. MDC: Un prezioso tassello per la lotta ai rifiuti, ma occorre azione di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori e sanzioni contro chi inquina.

<<L’Italia è il settimo Paese europeo in termini di generazione di rifiuti in plastica pro capite. Con i nostri 35,05 chili all’anno, siamo ancora sopra la media europea (31,33). Lo rivelano gli ultimi dati di Eurostat, aggiornati al 2015. Il progetto di direttiva europeo sulla riduzione dell’inquinamento da plastica rappresenta  un contributo importantissimo per la tutela dell’ambiente, ma è necessaria una campagna europea di sensibilizzazione vera per i consumatori, che potrebbero non cogliere i grandi vantaggi di questa scelta>>.

Questo è il commento di Francesco LuongoPresidente del Movimento Difesa del Cittadino, sulla nuova Direttiva proposta dalla Commissione Europea, che indica nuove norme per i prodotti di plastica usa e getta e per le attrezzature da pesca abbandonate; finalmente ora passeranno al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio.

L’Italia è già molto avanti sul tema avendo messo al bando  shopper di plastica, i cotton fioc non biodegradabili, e le microplastiche nei cosmetici. Ma non basta, come tanti villeggianti potranno constatare. Secondo il rapporto Beach Litter di Legambiente, infatti, il 31% dei rifiuti censiti è stato creato per essere gettato immediatamente o poco dopo il suo utilizzo.

Carte di identità elettroniche difettose: MDC chiede ulteriori chiarimenti all’Istituto Poligrafico e denuncia il nuovo flop della digitalizzazione della P.A.

Il Movimento Difesa del Cittadino torna sul caso delle   299mila carte di identità digitali valide per l’espatrio difettose distribuite ai Comuni,  tra ottobre del 2017 e febbraio del 2018, contestando la assoluta mancanza di notizie ai cittadini interessati, che nulla avrebbero saputo se il caso non fosse emerso sulla stampa grazie all’Anci.

L’associazione di consumatori contesta in particolare l’atteggiamento finalizzato a minimizzare l’accaduto da parte del Poligrafico dello Stato, che ha emesso un comunicato stampa in cui si rassicurava l’avvio di tutte le procedure previste a livello nazionale ed internazionale per la corretta gestione di questi documenti, in caso di attraversamento di frontiere (nel caso di CIE valide per l’espatrio).

<<Anche se si tratta solo di dati secondari memorizzati in modo errato sul chip come la data di emissione del documento, pagato comunque dai cittadini € 16,79 (oltre i diritti fissi e di segreteria dove previsti), resta comunque difettoso; in assenza di comunicazioni ufficiali da parte dei Comuni coinvolti, le rassicurazioni dell’Istituto circa la gratuità delle sostituzioni entro 12 mesi sono del tutto insufficienti e comunque questa operazione avrà un costo che speriamo non sia ribaltato sui contribuenti>>. Questo il parere del Presidente del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo secondo cui <<neppure è chiaro se la difettosità delle carte comporti o meno l’impossibilità di richiedere l’identità digitale presso uno degli Identity provider accreditati presso il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) con i suoi tanti servizi>>.

Prosegue la campagna Modem Libero: inviati all’Antitrust e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni i reclami pervenuti ad MDC con le richieste di rimborso

Il Movimento Difesa del Cittadino prosegue la campagna Modem Libero per l’attuazione in Italia dei diritto di scelta del modem stabilito dal Regolamento Europeo 2120/15 sul diritto alla Net Neutrality dei cittadini europei.

L’Associazione ha trasmesso oggi all’Antitrust e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni  i  primi reclami pervenuti dagli utenti  che contestano agli operatori l’attuazione della pratica commerciale scorretta connessa alla restrizione contrattuale, riguardante la libertà di scelta del Modem, nonché le spese in bolletta relative al canone di comodato d’uso o di acquisto del modem fornito dall’operatore senza l’informativa della facoltatività della scelta prevista dal Regolamento sulla  Net Neutrality.

Nei reclami gli utenti stanno diffidando la compagnia telefonica alla restituzione delle spese e degli aggravi tariffari indebiti già addebitati.

Nel frattempo prosegue l’attesa per il provvedimento dell’Autorità per le Comunicazioni che dovrà chiarire alcuni aspetti relativi alla applicazione della norma europea.Come sottolineato dal Presidente MDC Francesco Luongo <<Negli ultimi mesi gli operatori stanno cercando di far sparire i costi esorbitanti dei modem  appioppati agli utenti, facendoli sparire nelle fatture con formule tutto compreso o inventandosi forme di assistenza a pagamento del cliente obbligatoria. Proprio su quest’ultimo caso,