“Il Regolamento Europeo lede la libera concorrenza, perché si applica solo ad alcuni tipi di carte, e rischia di allontanare i cittadini dalla . Per noi è inaccettabile che la norma costringa i consumatori a pagare canoni annui più alti o sovrapprezzi per ogni transazione”. Con queste parole Antonio Longo, presidente di Italian E-Payment Coalition (IEPC), commenta l’indagine IPSOS, “Carte di pagamento, il cortocircuito del Regolamento UE”, realizzata su un campione di 800 persone.

Il 67% degli intervistati ritiene ingiusto e anticoncorrenziale che il provvedimento venga applicato solo ad alcuni circuiti e non a tutto il mercato: la norma, infatti, interessa solo i cosiddetti circuiti a 4 parti, (Visa e Mastercard), escludendo quelli a 3, (Diners, PayPal e American Express).

Se il Regolamento dovesse entrare in vigore così com’è scritto, il 62% si dice pronto a utilizzare maggiormente il contante e addirittura il 24% dichiara di voler abbandonare totalmente le carte se, come sembra, dovessero aumentare le spese per i canoni annui delle carte. Il Regolamento UE, infatti, impone un tetto unico sulle commissioni interbancarie, riducendole: le banche, per fronteggiare i mancati ricavi delle commissioni, alzeranno probabilmente i costi delle carte.

Non va meglio, però, ai possessori di Diners, PayPal e American Express: la norma UE, infatti, permette ai commercianti di applicare un sovrapprezzo ai possessori di queste carte non soggette al tetto unico sulle commissioni.

Con il semestre italiano che sta per concludersi, il 60% degli intervistati pensa che i nostri rappresentanti a Bruxelles dovrebbero fare il possibile per modificare il Regolamento e garantire maggiori tutele ai consumatori; il 30% è più drastico: la norma va bloccata fino a quando non verranno valutati nel dettaglio gli effetti del provvedimento sulle tasche dei cittadini.

In definitiva, il 78% degli italiani è convinto che i consumatori saranno la categoria più penalizzata dall’entrata in vigore del Regolamento UE.

Il Regolamento Europeo sui pagamenti con moneta elettronica – dichiara Antonio Longo, presidente di Italian E-Payment Coalition – rischia di essere un boomerang: tanto condivisibile nelle intenzioni, incentivare l’uso delle carte digitale, quanto disdicevole nelle modalità con cui il provvedimento vuole raggiungere l’obiettivo. Da mesi IEPC chiede che la norma venga modificata perché così com’è scritta è un danno per la libera concorrenza, provocherà un aumento dei canoni annui delle carte ed esporrà i cittadini al rischio di sovrapprezzi applicati dai commercianti. Per la coalizione che presiedo è intollerabile. L’indagine IPSOS rivela quanto i cittadini siano preoccupati per l’aumento dei costi e pronti a preferire il contante per i propri acquisti: sarebbe un fallimento per tutti, Unione Europea in primis, visto che la battaglia all’evasione fiscale non può prescindere dalla moneta digitale”.

Data pubblicazione: 27 novembre 2014

 

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