Olio venduto come “extravergine” che in realtà non lo era. Come scrive Lastampa.it, le analisi condotte dal pm torinese Raffaele Guariniello hanno dato gli stessi risultati di quelli pubblicati da il Test nel numero di giugno: le analisi avevano declassato 9 bottiglie di extra vergine a semplice vergine. L’indagine della procura di Torino era nata proprio a seguito della segnalazione del mensile. La procura aveva fatto, successivamente, analizzare dei campioni di bottiglie prelevate nei supermercati dai carabinieri del Nas dal laboratorio dell’Agenzie delle dogane e dei monopoli, lo stesso utilizzato da il Test. Le aziende coinvolte sono: Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina, Prima Donna e Antica Badia. I responsabili legali di queste sette aziende sono stati iscritti sul registro degli indagati per frode in commercio.

Sulle indagini della procura di Torino è intervenuto anche il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina: “Seguiamo con attenzione l’evoluzione delle indagini della Procura di Torino, perché è fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio d’oliva italiano. Da mesi abbiamo rafforzato i controlli, soprattutto in considerazione della scorsa annata olearia che è stata tra le più complicate degli ultimi anni. Nel 2014 il nostro Ispettorato repressione frodi ha portato avanti oltre 6 mila controlli sul comparto, con sequestri per 10 milioni di euro. È importante ora fare chiarezza per tutelare i consumatori e migliaia di aziende oneste impegnate oggi nella nuova campagna di produzione”.

Fonte: Il Test, Mipaaf

Data pubblicazione: 10 novembre 2015