Mercoledì 28 Maggio ore 17,30 il Municipio IX Levante di invita la cittadinanza alla assemblea “Restituiamo l’Ex Ospedale di alla Città” presso il Palazzo della Torre, via Romana di Quarto (via Turr) 103. Sono invitate le autorità della Regione e del Comune, in particolare si assicura la presenza del Sindaco di Genova. In che modo e “quanto” dell’ex Ospedale di Quarto viene restituito alla Città?

Da almeno due anni (e forse più) si cerca di utilizzare il terreno e gli spazi dell’Ex Ospedale Psichiatrico di Genova Quarto per riuscire a ripianare i debiti della sanità regionale ligure. Pertanto, una parte degli spazi sono stati destinati alla costruzione di palazzine vista mare, come previsto dal piano regolatore in via di approvazione. Un’altra parte è già stata venduta per farne box.

Naturalmente per invogliare i costruttori e gli acquirenti si intende cedere la zona vista mare e si “distruggono” anche circa 5.000 metri quadri di Parco. Ancora una volta si utilizza l’ambiente per far quadrare i conti. Sacrificare il verde avrà una significativa ricaduta sulla anzitutto dei ricoverati, ma anche di tutto il quartiere. E’ così che si è distrutto Genova negli ultimi 60 anni. Sarebbe meglio difendere ed incrementare il verde invece che affogare nel cemento le città e le vite nostre e di chi viene dopo di noi.

Gli spazi in vendita a Quarto sono occupati da strutture sanitarie e sociali e, lodevolmente, il Coordinamento Quarto cerca di salvaguardare chi vi è dentro. Anche perché si possono creare le condizioni per far stare tutti.

Il problema, però, è che i servizi sanitari destinati a restare verranno spostati nella parte fatiscente. Sembra si siano trovati i fondi per rimettere a nuovo la parte di Quarto che resterà pubblica. Però, una struttura molto ben funzionante, quale il Centro per malati di Alzheimer, verrà sacrificata e spostata. Perché proprio il ? E solo quella struttura? E, per di più, ben condotta e riconosciuta come molto positiva! Ma non sarebbe meglio valorizzarla come fiore all’occhiello del settore pubblico? A meno che non si voglia disfarsene per passare tutto al privato. Ed allora bisogna vedere quale “privato”, visto quello che succede nella nostra Liguria.

Esiste un documento che prescrive il trasferimento del Centro Alzheimer di Quarto alla parte opposta di Genova, cioè all’ospedale “Celesia” di Rivarolo. Bene costruire un Centro Alzheimer per il resto di Genova. Durante una assemblea del Coordinamento Quarto l’Assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo, ha proposto di trasferire i malati all’ex Seminario del Chiappeto (ora ricovero “Galliera”) sopra S. Martino. Si sarà reso conto che spostare dalla parte opposta della città i malati non è un aiuto alla continuità del rapporto tra malati e familiari, che generalmente abitano nella zona.

Comunque, perché cancellare una struttura giudicata dai parenti egregiamente diretta e nella quale i malati si trovano molto bene, come a “casa loro”? Perché una esperienza che funziona si deve chiudere e, addirittura, disperdere? L’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo sul Corriere Mercantile di Giovedì 17 Aprile 2014 pag.3, a commento della lettera scritta dai parenti dei malati alle autorità liguri e genovesi per evitare lo spostamento, afferma che le istituzioni agiranno caso per caso, di volta in volta per trovare la soluzione migliore. In pratica: svuotare piano piano il Centro. Quindi non si aspetta il 2017, come dichiarato, ma si comincia fin da ora a “svuotare” il Centro di Quarto.

Un malato per volta ? Si dice che si sposteranno solo le funzioni e non i malati? Ma come è possibile? Se le funzioni verranno spostate è ovvio che pure i malati dovranno spostarsi per avere le stesse cure e la stessa assistenza! Spazi a Quarto ce ne sono e dovrebbero essere a disposizione dei malati. E il sindaco di Genova cosa dice? C’è chi fa notare che tra poco l’IPPAI passerà al Comune di Genova, con la possibilità di verificare se vi sono altri posti, oltre quelli dati a privati per quadrare i bilanci! Veramente è una situazione per lo meno deludente se questa operazione viene fatta sulla pelle dei più deboli.

Ribadiamo: qui non si tratta di contrastare le autorità preposte che tentano di recuperare fondi in un momento difficile, ma di fare le cose con prudenza, informazione e giustizia per il bene dei più deboli della società, come sono, insieme ad altri, i malati di Alzheimer. Una società è civile quando cura in modo particolare i più deboli.

Vittorio Bigliazzi
MDC Genova

Data pubblicazione: 26 maggio 2014

 

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