Si stima che ognuno di noi assuma tra le 2 e le 3 tazzine di al giorno, merito della  sensazione data dalla caffeina di aumentare la concentrazione, restituendoci un approccio dinamico alla giornata. Al mattino o dopo pranzo,  la pausa caffè rappresenta anche una buona scusa per incontrarsi con gli amici e colleghi o semplicemente per allontanarsi da lavoro. Ma mano al portafoglio, quanto ci costa effettivamente questa pausa sorseggiata e gustata al bar?

In molte città il costo del caffè supera l’euro,  così in tempo di crisi sono molti gli italiani che hanno deciso di rinunciare al bar e preferiscono prepararlo a casa o servirsi delle macchinette in ufficio. C’è poi chi, come avvenuto recentemente a Verona, si è inventato una vera e propria tazzina anti-crisi, abbassando a 50 centesimi il costo per aumentare i propri clienti.

Il Movimento Difesa del Cittadino e il Codacons hanno rilevato i prezzi della tazzina di caffè al bar nei mesi di aprile e maggio nelle principali città italiane,  nell’ambito del progetto , finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Lasciando da parte i casi eccezionali di un caffè preso nei centri delle città d’Arte o a particolare affluenza turistica, dove il costo supera naturalmente il tariffario “normale”, i dati dimostrano una tendenza omogenea mensile per città.

Emerge infatti che la “pausa caffè” costa meno al sud dove anche servita al tavolo si mantiene sugli 80 centesimi, mentre al centro oscilla tra i 90 centesimi e l’euro. Tazzina d’oro invece per il nord Italia, dove il costo arriva in alcune città a superare addirittura l’euro. È il caso di Pordenone dove prendere il caffè costa 1, 20 €.

Quindi prendere il caffè al bar conviene? Se prendiamo come campione Pordenone, la città più cara della rilevazione, possiamo valutare come acquistare un pacco di caffè da 250 gr  al supermercato da 11,40 € comporti un risparmio pari a più del 50% dato che un caffè preparato a casa ci costerà mediamente 0,45 centesimi.

In tempo di crisi quindi prendere il caffè al bar in molte città è diventato un lusso per pochi, lasciando gli altri decisamente con un po’ d’amaro in bocca.

Data pubblicazione: 06 giugno 2013