dell’Avv. Francesco Luongo – Presidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino.

Che la sfiducia delle famiglie italiane nei confronti dei mirabolanti scenari di crescita e sviluppo delineate dalla politica dell’ultimo decennio fosse ben riposta lo ha purtroppo certificato anche l’, comunicandoci che siamo in “ tecnica”. Nel IV trimestre del 2018 il PIL (Prodotto Interno Lordo) è sceso per la seconda volta consecutiva dello -0,2 % rispetto al trimestre precedente. Da anni continuiamo vanamente a lamentare che l’Italia ha un grave problema legato ai consumi interni troppo bassi e  consumatori sempre più diffidenti ed insicuri, stretti tra mercati oligopolistici o a tariffe amministrate, in cui le liberalizzazioni diventano più un incubo che una reale opportunità. L’ultima ricerca Censis-Conad, pubblicata a Gennaio, ci ricorda nuovamente i numeri della crisi. Dal 2008 si registra un -6,3% reale per il potere di acquisto delle famiglie ed un -2% per le vendite, mentre chi può risparmia contante, senza più neppure investirlo in titoli di stato (BOT-BTP),persino rimettendoci visti i tassi bassi e le spese alte su conti correnti che segnano un +16% di depositi negli ultimi 10 anni. Secondo la ricerca ben il 70,5% degli italiani sono convinti che l’anno prossimo non potranno spendere di più per i consumi. In questo contesto di incertezza una corretta informazione ed una rafforzata consapevolezza dei consumatori sarebbero un driver fondamentale per rafforzare la domanda interna. L’esigenza è evidente. Sono sempre di più gli italiani (il 64%) che, a prescindere dalla pubblicità, utilizzano internet per ricercare informazioni su aziende, prodotti e servizi. Colpiscono in negativo le dichiarazioni dell’ex Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda che in un ha dichiarato orgogliosamente di aver tagliato i fondi alle associazioni dei consumatori proprio mentre l’Antitrust, proprio grazie alle loro costanti denunce, scopre e sanziona pratiche commerciali scorrette. Nel 2017 su 117 procedimenti l’Autorità ha accertato 90 violazioni del Codice del Consumo, irrogando 78.281.500 euro di multe. Truffe ed abusi continuano mentre l’economia ristagna. La recessione è ormai realtà e per rilanciarla non basteranno le promesse di un futuro migliore, ma solo la certezza dei cittadini di una tutela effettiva e di una maggiore sensibilità e giustizia verso i  problemi dei consumatori e di chi li rappresenta, in base al Codice del Consumo.

Data pubblicazione: 28 febbraio 2019