Con il Fondo di Solidarietà è possibile sospendere il pagamento del mutuo fino a 18 mesi, attenzione però agli oneri di sospensione. Per molte famiglie italiane acquistare una casa diventa una scelta difficile quando le condizioni economiche sono precarie, e impegnarsi a pagare un mutuo pluriennale diventa improbabile. Per riuscire ad accendere un mutuo che possa gravare poco sul bilancio familiare, allora, è bene effettuare il calcolo della rata del mutuo così da poter essere certi di poter affrontare o meno una spesa del genere.

Prima di trovare la soluzione migliore, comunque, potrebbe essere necessario confrontare le offerte di mutuo casa, per conoscere a fondo tutte le possibilità esistenti e accertarsi di scegliere quella più conveniente per le proprie esigenze e che ci garantisca di poter pagare senza problemi e con continuità il nostro debito alla banca.

A volte, però, può capitare di non poter pagare le rate del mutuo per un certo periodo di tempo, per problemi che possono essere svariati: un’invalidità, la perdita improvvisa del lavoro, un decesso e così via. Quali sono le conseguenze? Come siamo tutelati in caso di necessità?

In tal senso è nato il Fondo di Solidarietà che lo Stato ha dedicato proprio a quelle famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo, e che grazie a questo strumento di welfare possono smettere di pagarlo per un massimo di 18 mesi.

Il Fondo, infatti, consente la sospensione del pagamento del mutuo ed aiuta i contraenti pagando alcuni degli interessi delle rate per il periodo in cui vengono sospese: la sospensione è concessa per importi fino a 250 mila euro, attivi da almeno un anno e il cui titolare abbia un valore ISEE della situazione economica, inferiore a 30 mila euro. Insomma, il Fondo aiuta solo in situazioni economiche particolari e qualora sussistano imprevisti come la perdita del lavoro, la morte, il riconoscimento di un handicap grave e così via.

Sicuramente quindi, è uno strumento utilissimo per tutti quei consumatori che, trovandosi in difficoltà con le rate, possono sospenderne per un certo periodo di tempo il pagamento e non incorrere nel rischio di insolvenza con la banca grazie all’aiuto del Fondo di Solidarietà.
Un valido supporto se si pensa che finora le famiglie in difficoltà alle quali è stato possibile sospendere il mutuo sono state 10.035 negli ultimi otto mesi, per un controvalore di 988,5 milioni di euro. Il dato negativo è che nel 93% dei casi di sospensione, la motivazione è stata la perdita del lavoro.

Qual è il contraltare della questione? Che il Fondo ricopre solo una minima parte degli interessi attivi sulle rate da pagare, lasciando al contraente il peso delle altre spese. In poche parole, il cliente dovrà pagare i cosiddetti «oneri di sospensione», che sono degli interessi aggiuntivi che si pagano alla fine della sospensione del mutuo alla banca di riferimento: attenzione però, a non confonderli con gli interessi del mutuo.

Questi oneri, infatti, non sono “gli interessi degli interessi”, ma interessi che si accumulano con la la sospensione delle rate e che il cliente inizierà a pagare alla fine della moratoria.  Se il mutuo è a tasso fisso allora questi oneri sono più alti, se è a tasso variabile questi risultano più bassi perché il cliente si ritroverà a pagare solo il valore dello spread.

Secondo la legge, infatti, per i mutui a tasso variabile (dove i valori presi in considerazione sono l’Euribor e lo spread) il cliente pagherà solo lo spread; per i mutui a tasso fisso, invece, dove i valori da considerare sono Irs e spread, il cliente dovrà pagare sia lo spread che il valore la differenza tra l’Irs di oggi e quello di quando ha stipulato il mutuo. Quando si richiede la sospensione del mutuo, infatti, è bene tenersi aggiornati e leggere bene tutte le informazioni che contiene perché per un mutuo da 100 mila euro, sospeso per 18 mesi, è possibile pagare fino a 4mila euro di oneri di sospensione se il tasso è fisso, fino a 2 mila se variabile.

Ad ogni modo, gli oneri posso essere anche pagati spalmandoli nelle rate e – assicura l’Abi (l’Associazione bancaria italiana) – non c’è rischio che si paghino ulteriori interessi, in quanto «È un valore incrementale della rata che non genera nuovi interessi. La cosa importante è che la legge ti permette di sospendere il pagamento».

Ovviamente è possibile sospendere anche per brevi periodi (un mese, due mesi, etc.) e il tasso da pagare sarà minore: l’importante è capire fin dall’inizio se accedere al Fondo sia effettivamente conveniente, soprattutto, come abbiamo visto, nel caso dei mutui a tasso fisso i cui tassi risultano più alti.

Come spiega l’Abi, «È come se avessi la possibilità di un anno e mezzo in più di finanziamento, a un tasso inferiore a quello che si avrebbe se si accendesse un nuovo mutuo. E la banca ha un costo: se il cliente deve ridare il capitale in dieci anni lo restituisce in 11 pagando gli interessi, ma molto frazionati nel tempo».

Data pubblicazione: 04 febbraio 2014