Franscesco Luongo  dell’Avv. Francesco Luongo – Presidente Nazionale

 

I dati dell’Istat parlano chiaro: la spesa media delle famiglie (2.564 euro al mese) segna un +1,6% in crescita nel 2017 rispetto all’ anno prima, ma è ancora sotto i livelli del 2011 (2.640 euro) ed il divario tra nord e sud del paese cresce, come dimostra nel Nord-Ovest la spesa di 2.875/mese, quasi 900 euro in più che nelle Isole (1.983 euro).

Ai consumi al palo si affianca la crescita della povertà. Nel 2017 si stimano in povertà assoluta 1 milione e 778 mila famiglie, pari a 5 milioni e 58 mila individui in crescita rispetto al 2016, di cui 1 milione e 208mila bambini. Numeri che fanno paura e su cui si è definitivamente schiantata una odiosa narrazione di crescita e benessere che, invece di guardare alle tasche dei cittadini, al netto dei famosi 80 euro, ha pensato per mesi di glorificare incentivi per investimenti della grande industria nell’Internet of Things e 5G, Identity of Things, Domotica smart e Industria 4.0.

Rilanciare la domanda attraverso la sola modernizzazione dei processi di produzione, distribuzione e offerta, senza agire su disoccupazione e redditi delle famiglie, è stata una malsana utopia. Frattanto tra tasse locali, bollette energetiche ed idriche sempre più salate, inquinamento, servizi scadenti e costosi carrozzoni pubblici ormai fallimentari, gli italiani hanno continuato ad impoverirsi guardando i propri figli maggiorenni restare a casa o nel migliore dei casi scappare all’estero. Cittadini ed imprenditori sempre più soli hanno trovato esclusivamente nelle associazioni dei consumatori e comitati spontanei il minimo di sostegno indispensabile a protestare contro i mille abusi di banche, compagnie telefoniche ed energetiche, fisco, malasanità e tanto altro ancora.

Non è certamente un caso che svariate lobbies incattivite abbiano ottenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico dall’ormai lontano 2016 il blocco nell’erogazione dei fondi per le iniziative a vantaggio dei consumatori previsti dall’art. 148 comma 1 della Legge 388/00. Una scelta politica precisa quella di colpire il Consumerismo, reo di non essersi allineato alla narrazione, che non trova precedenti nella storia del Paese e che ha fatto il paio con l’affondamento al Senato della riforma della Class Action, approvata dalla Camera e presentata nell’allora 2015 dall’On. Alfonso Bonafede, divenuto Ministro di Giustizia, che speriamo ne rilanci l’iter.

Ci auguriamo quindi che il nuovo Presidente del Consiglio Giuseppe Conte possa diventare davvero l’”Avvocato dei cittadini”, collaborando e condividendo con tutto il suo Governo, in particolare con il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, scelte e programmi per il rilancio generale del paese con chi i cittadini ed i consumatori li difende da anni e continuerà a farlo con concretezza ed impegno.

 

 

Data pubblicazione: 10 luglio 2018

 

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