“I Comuni si rendano conto che la pacchia è finita ed i servizi fatti pagare ai cittadini devono essere svolti con puntualità e correttezza a pena del rimborso, come nel caso della raccolta e smaltimento dei rifiuti” – questo il parere del Movimento Difesa del Cittadino  che manifesta la più viva soddisfazione per la Sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Roma n. 6269/41/2018 secondo cui, in caso di grave disservizio nella raccolta dei rifiuti comprovata da diffide scritte al Comune ed alla azienda incaricata del servizio, unitamente a rilievi fotografici, il contribuente ha diritto ad una riduzione della tariffa dovuta pari al 50%.

MDC denuncia da anni le gravi irregolarità nell’applicazione della tassa rifiuti da parte di migliaia di Comuni e per questo ha lanciato nel 2017  la campagna ‘SOS Tari’ per richiedere in favore dei contribuenti milioni di euro di riduzioni  e restituzioni per le tutte somme illegittimamente versate alle casse municipali a titolo di quota variabile Tari sulle pertinenze, di IVA sulla TIA, indebita maggiorazione per i non residenti ed infine per inadempienze nella raccolta della immondizia.

La stessa Corte di Cassazione, lo scorso anno, con l’ Ordinanza n. 22531/17 aveva stabilito il diritto del contribuente alla riduzione degli importi della vecchia Tarsu, che ad avviso dei giudici “spetta per il solo fatto che il servizio di raccolta, debitamente istituito e attivato, non venga poi concretamente svolto, ovvero venga svolto in grave difformità rispetto alle modalità regolamentari relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta; così da far venire meno le condizioni di ordinaria e agevole fruizione del servizio da parte dell’utente”.

<<Siamo contenti della Sentenza della Commissione Tributaria di Roma – ha dichiarato il Presidente nazionale MDC Francesco Luongo – secondo cui tuttavia il cittadino avrebbe potuto ottenere una riduzione ancora maggiore>>, visto che il diritto allo sconto e alla riduzione della tassa rifiuti si applica dunque anche alla Tari, che dal 2014 ha preso il posto di Tarsu, Tia e Tares, in base ai commi 655-656 della legge 147/2013 in cui viene stabilito che: “La Tari è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente”.>>

Il Movimento Difesa del Cittadino, attraverso la propria rete di Sportelli, consultabile al seguente link: www.difesadelcittadino.it/sos-tassa-rifiuti continuerà  la propria campagna SOS Rifiuti  supportando i cittadini vittime delle emergenze rifiuti e più spesso della negligenza dei Comuni ed aziende incaricate dei servizi di igiene e decoro urbano.

Data pubblicazione: 08 giugno 2018

 

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