Si continua a parlare di sostenibile all’appuntamento radiofonico , Il consumatore sostenibile. Ieri è stata ospite nello studio di Radio Latte e Miele, Silvia Biasotto del Movimento Difesa del Cittadino per parlare di consumo di cibi elaborati, come i surgelati, e di acquisto di prodotti con poco packaging. 

L’iniziativa, all’interno della trasmissione Usi e Consumi, rientra nel progetto europeo Ecolife (acronimo di Ecological Lifestyles for CO2 Reduction), cofinanziato nell’ambito del programma di co-finanziamento LIFE+ 2012 Informazione e Comunicazione della Commissione Europea e coordinato da Legambiente, che si propone di lanciare una campagna d’informazione e comunicazione sostenibile a lungo termine, volta a sensibilizzare la popolazione e a ridurre le emissioni di CO2 attraverso l’adozione di stili di vita nuovi, più rispettosi dell’ambiente ed economicamente sostenibili.

Riduci il consumo di cibi eccessivamente elaborati
I “piatti pronti” hanno fatto registrare, tra tutti i generi alimentari, il record di aumento delle quantità acquistate: più del 10% negli ultimi 10 anni. Nella categoria dei cibi elaborati, i consumi di verdure pronte sono triplicati, arrivando nel 2010 ad essere presenti nel carrello di 1 italiano su 2, soprattutto le “insalate pronte”. Nel 2011, il volume di mercato dell’ortofrutta pronta per l’uso, la cosiddetta “quarta gamma”, è stato pari a 90 milioni di kg per una spesa di 700 milioni di euro.
Questa tipologia di alimenti che include anche sughi, surgelati, caffè in cialde, piatti pronti refrigerati, barrette di cereali, frutta già tagliata in vaschetta e prodotti light, ha impatti ambientali molto elevati, prioritariamente dovuti alle richieste di energia nelle fasi di produzione e conservazione. Basta a tal fine citare la «catena del freddo» per la conservazione degli alimenti surgelati. Le emissioni di CO2 per la generazione del freddo derivano sia dall’elevato consumo energetico di corrente degli impianti, sia da emissioni dirette, dovute cioè alle perdite di gas refrigeranti anch’essi capaci di contribuire all’effetto serra.
Per valutare l’impatto dei principali alimenti, un indicatore del livello di insostenibilità del sistema alimentare contemporaneo è dato dal rapporto fra l´energia consumata per la preparazione di un alimento e l´apporto energetico dell´alimento stesso.
Ridurre perciò il consumo di questi alimenti, non può che giovare all’ambiente e alla salute, preferendo prodotti freschi e, come detto più volte, di origine biologica e locale.
Risparmio stimato in un anno: circa 186 euro / 390 Kg CO2 equivalenti

Preferisco prodotti stando attento al packaging
L’impatto ambientale del packaging (termine inglese che sta per confezione, imballaggio) è indubbiamente elevato per alcuni prodotti e per le bevande alcoliche od analcoliche imbottigliate. Tuttavia, occorrerebbe tener conto di come localmente vengono gestiti i rifiuti e quale grado di recupero o riciclaggio sia effettuato. Per il packaging (si veda la tabella sottostante) viene data un’indicazione per tipo di package. Nei calcoli delle emissioni del packaging non sono incluse eventuali politiche di riciclo del materiale che altrimenti ridurrebbero le emissioni.

Materiali di imballaggio       kg CO2 eq/kg imballaggio
Acciaio                                             3,142857143
Alluminio                                        9,032258065
Carta                                                2,513553475
Legno                                              -1,4*
Plastica                                           2,743015414
Vetro                                               0,686144346

*Il valore negativo intende un sequestro di carbonio. In questo caso essendo l’imballaggio di origine legnosa, trattasi di materiale rinnovabile che sottrae CO2 all’atmosfera

Ciascun italiano produce quasi 532 kg di rifiuti l’anno per un costo medio di gestione di 138,22 euro. Il 38% di questi rifiuti è costituito da imballaggi (circa 225 kg co2 eq pro-capite).
Risparmio stimato in un anno: circa 10 euro / 168 Kg CO2 equivalenti

Per saperne di più sul progetto Ecolife visita il sito www.ecolifestyles.eu. Segui la campagna su Facebook e Twitter con l’hashatg #EcolifeIlconsumatoresostenibile

Clicca qui per ascoltare il podcast della puntata dell’11/05/2016

Data pubblicazione: 11 maggio 2016