Grazie all’intervento del Movimento Difesa del Cittadino di Bologna, un pensionato è riuscito ad ottenere giustizia contro Telecom che, per quasi tre anni, lo ha vessato con continui solleciti di pagamento di bollette illegittime e pesanti disservizi. La controversia nasce nella primavera del 2014 quando l’utente, sommerso da insistenti telefonate da parte dell’operatore, decide di accettare la proposta di attivazione della fibra ottica per la linea fissa. Da quel momento inizia una vera e propria odissea: come previsto dal contratto, un tecnico Telecom si reca pressa l’abitazione dell’utente per la configurazione della fibra ottica e l’installazione del relativo modem.

Rassicurato sull’immediata attivazione del servizio, l’utente inizia a navigare. Ma qualche mese dopo arriva l’amara sorpresa: il consumatore riceve una fattura astronomica di 1600 euro, contro i 70 euro a bimestre pagati fino a quel momento. Inizia quindi ad inviare un’infinità di reclami, via fax e via telefono, ma la risposta di Telecom è sempre la stessa: la fibra ottica è stata attivata un mese dopo la configurazione certificata dal tecnico, quindi per un mese è stata applicata, senza alcuna comunicazione all’utente, la tariffa ADSL a consumo di 2 euro all’ora. A seguito del mancato pagamento della fattura, Telecom procedeva alla sospensione della linea (sia per il servizio voce che per internet) e all’addebito, nelle successive bollette, di indennità per ritardato pagamento e di “fantomatici” costi per l’abbonamento “Tim vision con decoder” verso il quale l’utente aveva esercitato legittimamente il diritto di recesso (con tanto di spedizione del decoder).

A quel punto l’utente, non riuscendo a far valere i propri diritti, e stanco di ricevere solleciti su solleciti per un importo che era arrivato a superare i 1800 euro, il consumatore si rivolge alla sede di Bologna del Movimento Difesa del Cittadino che deposita istanza al Corecom, chiedendo lo storno di tutti gli insoluti e un indennizzo per l’enorme disagio arrecato. L’Associazione denuncia pesanti violazione contrattuali e informative da parte di Telecom che, come previsto da diverse delibere Agcom, avrebbe dovuto adottare misure precauzionali a tutela dell’utente in caso di traffico anomalo. Resta inoltre un mistero sulla modalità di connessione: non si capisce come abbia fatto l’utente a navigare in ADSL con un modem configurato per la fibra ottica. Fortunatamente la controversia si è conclusa con lo storno da parte di Telecom di tutti i pretesi addebiti oltre il riconoscimento di indennizzo per il disagio subito.

“Siamo contenti che questa storia sia finita positivamente per il nostro associato che ha subito pesanti vessazioni da parte di Telecom – dichiara l’Avvocato Alessandra Paradisi del Movimento Difesa del Cittadino Bologna, che ha seguito la vicenda – Non si capisce come mai l’azienda abbia applicato il costo della navigazione in modalità ADSL, pari a 2 euro all’ora, a fronte dell’attivazione di un modem con fibra ottica. Inoltre, nel momento in cui Telecom ha registrato un abuso di connessione e un consumo non in linea con le abitudini dell’utente avrebbe dovuto informarlo preventivamente, adottando misure precauzionali a tutela del cliente. E invece l’azienda ha affidato la posizione debitoria ad una società di recupero crediti che ha iniziato a tempestare l’utente di richieste di pagamento. Per fortuna questo stillicidio non si è prolungato oltre”.

Data pubblicazione: 20 febbraio 2017

 

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