La Corte di Appello di Napoli (con sentenza n. 1756/11) ha confermato la condanna del Tribunale di Benevento (n. 193/07) nei confronti di una banca a risarcire l’investimento di € 100.000 in Finance Corp. BV fatto fare inopinatamente a un pensionato per la metà del suo patrimonio mobiliare, oltre al pagamento dell’ulteriore danno per il mancato investimento.

A comunicarlo il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) con gli avvocati Francesco Luongo, segretario nazionale, e Cosimo Costanzo Maio, che hanno difeso il risparmiatore che era stato sollecitato nel 2001 dal funzionario della banca ad acquistare i bond Parmalat di proprietà della stessa banca e senza essere stato informato in modo adeguato così come previsto dal Testo Unico della Finanza e dal Regolamento Consob.

La Corte di Appello di Napoli con questa sentenza ha confermato che, prima della proposta di prodotti finanziari, la Banca ha il dovere di fornire al cliente una adeguata informazione sui titoli che fa acquistare (obbligazioni lussemburghesi del gruppo Parmalat trattate fuori dei mercati regolamentati).

“Non basta – spiega l’Avvocato Francesco Luongo – aver consegnato al risparmiatore il documento sui rischi generali degli investimenti, anche in caso di rifiuto dell’investitore a fornire notizie sul proprio profilo di rischio: la banca deve comunque, sempre agire con la massima cautela presumendo che la propensione al rischio del soggetto sia minima”.

“Nella specie – continua Luongo – la Banca aveva venduto in contropartita diretta titoli altamente speculativi e fuori dai mercati regolamentati e ha avuto quindi un evidente interesse a collocare presso un terzo titoli presenti nel suo portafoglio: al cliente non è stata fornita alcuna indicazione in relazione al conflitto d’interessi sottostante l’operazione in violazione del Testo Unico sulla Finanza”.

Data pubblicazione: 21 giugno 2011

 

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