“Finalmente qualcuno si è accorto che l’obsolescenza programmata non “colpisce” solo i grandi elettrodomestici, ma oramai riguarda anche prodotti di alta tecnologia come gli smartphone in possesso di milioni di consumatori anche in Italia. E il caso che ha recentemente riconosciuto di rallentare temporaneamente i vecchi modelli di smartphone, in relazione al deterioramento della batteria potrebbe presentare, se confermato, addirittura gli estremi dell’accesso abusivo ad un sistema informatico con l’aggravante del danneggiamento reto previsto in Italia dall’art. 615 ter del Codice penale”. Così il Presidente del Francesco Luongo commenta l’apertura di un’inchiesta da parte della procura della Repubblica francese di Nanterre che accerterà se l’azienda fondata da Steve Jobs abbia messo in atto tecniche per ridurre deliberatamente la durata di funzionamento degli , con lo scopo di velocizzarne i tempi della sua sostituzione.

“Ci troviamo di fronte ad un possibile scandalo globale che potrebbe avere un impatto ancora maggiore del caso Dieselgate di cui è stata protagonista la con alterazione delle emissioni sui propri veicolo – aggiunge Luongo – L’iPhone è lo smartphone più popolare di tutti i tempi e solo nel 2017 ne sono stati venduti 223 milioni. Sarebbero dunque milioni i consumatori ingannati anche in Itala e ci chiediamo: come dovrebbero reagire? Non ci sarebbe rimborso utile perché a venir meno, evidentemente, sarebbe il patto di fiducia che, in questo caso più che mai, il cliente ripone nell’azienda”. C’è già chi stima un calo di vendita di 16 milioni di iPhone nel 2018.

“Staremo a vedere gli sviluppi di questa inchiesta che è stata resa possibile grazie al fatto che in Francia esiste una legge che punisce, con una condanna fino a due anni di carcere, chi inganna i propri clienti fabbricando prodotti programmati per durare soltanto un breve periodo. Si tratta di una legge di civiltà, che tutela i consumatori da questa pratica antica ed odiosa, e che purtroppo in Italia ancora non esiste” prosegue il Presidente di MDC che invita la politica ad un impegno vero a favore dei consumatori e delle associazioni che cercano di tutelarli tra mille difficoltà.

“Per fortuna abbiamo un’Autorità garante della concorrenza e del mercato che è già intervenuta contro Apple rispetto alla violazione della garanzia legale. Depositeremo in queste ore un esposto all’ su questo caso e rilanciamo anche la denuncia dei due azionisti dell’azienda che hanno chiesto pubblicamente di intervenire per ‘contenere’ la dipendenza da iPhone dei bambini sviluppando nuovi strumenti software per aiutare i genitori a controllarne l’uso da parte dei figli. Una maggiore responsabilità sociale che per aziende come Apple diventa sempre più necessaria oltre che doverosa” conclude Luongo.

Data pubblicazione: 10 gennaio 2018

 

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