In un mondo inquinato, quale il nostro, praticamente invaso da sostanze tossiche che si riversano nell’uomo come negli animali, l’Ibfan (International Baby Food Action Network) avverte la necessità di informare per proteggere l’ dei bambini, quindi delle mamme. A far luce sulla delicata faccenda, suscitando il nostro interesse , è stato un recente documento dell’associazione, che si occupa proprio  dell’ dei bambini piccoli e intende per questo sostenere l’importanza del latte materno, in quanto norma alimentare per eccellenza, nonostante risenta dei residui chimici a cui ogni parte del nostro corpo è inevitabilmente esposta.

Non ci siamo certo fermati allo statement, così per saperne di più abbiamo consultato l’autore, Adriano Cattaneo, che in modo ancor più esaustivo, ha saputo dare voce all’azione di questa associazione, che come lui stesso sottolinea: ”s’interessa soprattutto di proteggere l’alimentazione dei bambini dall’assalto dei produttori di sostituti del latte materno e di cibi industriali per l’infanzia”.  In giro, infatti, se ne vedono davvero tanti, e la cosa preoccupante è che sono sempre più pubblicizzati e valorizzati rispetto al latte materno, ritenuto pericoloso, perché contenente residui chimici, da chi non sa, evidentemente, che i suoi benefici superano di gran lunga qualsiasi possibile danno.

A denunciarlo sono “coloro che vedono solo l’albero infermo senza accorgersi che il problema è la foresta e l’ambiente che la circonda”, dice lo stesso Cattaneo, ritenendo “assurdo preoccuparsi del latte materno, quando il feto ha ricevuto quelle stesse sostanze che si ritrova nel latte materno durante tutta la gravidanza e con un rischio ben maggiore”. Di qui dunque, spiega l’esperto, ancora “l’assurdità di proteggerlo con presunti cibi industriali super controllati, per qualche mese, lasciando che poi continui  a vivere in un mondo inquinato”.  Appare più che evidente che il vero problema siano proprio le sostanze chimiche, tossiche disperse nell’ambiente, che ‘caricano’ anno per anno gli esseri umani e gli animali e innescano questo ‘meccanismo’ d’ inquinamento che ci fa nascere in un certo senso già ‘malati’. Ma se vogliamo sani i nostri bambini dobbiamo assolutamente proteggere l’allattamento al seno perché solo il latte materno contiene sostanze protettive, e aiuta il bambino a sviluppare un forte sistema immunitario. E’ per questo che passa in secondo piano il fatto che contenga sostanze tossiche. Le contiene, è vero, visto che  queste vanno a depositarsi nel grasso corporeo, usato proprio per produrre  il latte materno, ma va sottolineato che l’alimentazione con latte artificiale, non è certo priva di tali sostanze, e per di più ha una forte impronta ecologica, contribuendo significativamente  all’inquinamento ambientale. Infatti, secondo Cattaneo alimentazione artificiale e baby foods hanno creato “un vero e proprio circolo vizioso, dato che oltre ad essere causa di inquinamento potrebbero diventare addirittura i prodotti, responsabili del permanere di diossine nell’ambiente, negli alimenti, quindi nel latte materno”.

In effetti,  tra i composti chimici più pericolosi ci sono proprio le diossine, prodotte nella maggior parte di processi di combustione, che si disperdono nell’atmosfera, e entrano nella catena alimentare per arrivare agli esseri umani e contaminarli. Per fortuna Cattaneo ci tranquillizza  dato che “i livelli ambientali di diossine stanno diminuendo in tutti i paesi che applicano rigorosamente la Convenzione di Stoccolma sui contaminanti organici persistenti”, tuttavia secondo il suo parere bisogna “intensificare i controlli sia sui prodotti locali sia su quelli importati , punendo severamente i trasgressori”.

Cattive notizie invece ci da per quel che riguarda i pesticidi, come il DDT, di cui non è facile liberarsi, dato che “essendo contaminanti organici persistenti, si ritrovano nei terreni e nelle acque superficiali  e profonde, anche molti anni dopo che ne è cessato l’uso”. Se poi consideriamo che in Italia, la “pianura padana è una delle regioni a maggior uso di pesticidi nel mondo” non stupisce ritrovarli ancora negli alimenti e quindi nel nostro corpo. “Solo la ratifica e la messa in atto da parte di TUTTI i paesi del mondo della Convenzione di Stoccolma, che presenta una lista aggiornata periodicamente di sostanze proibite, ci può salvare!”, Cattaneo lo afferma con decisione e indignazione!

Chiusi in questa morsa inevitabile, abbiamo chiesto all’esperto ‘istruzioni per l’uso’ di questo mondo inquinato, ovvero come fosse concretamente possibile  per l’uomo e per le mamme in particolare,  reagire a quest’invasione di sostanze chimiche. L’ autore del documento si è mostrato più che deciso e ha consigliato di mangiare sano in famiglia per far mangiare sano anche il bambino, di allattare al seno quanto più è possibile, di lottare per ridurre l’inquinamento e soprattutto di adottare comportamenti  che riducano l’inquinamento. Per le mamme che usano latte artificiale c’è un ‘imperativo categorico’: “passare al latte di mucca non appena il bambino arriva all’anno di età e usare sani cibi famigliari come alimenti complementari, senza passare attraverso i baby foods”. Adriano Cattaneo, in qualità di esponente dell’Ibfan, consiglia, infine, a tutte le mamme di “attivarsi prima di tutto come cittadine per un mondo sempre meno inquinato.”

LINK: scarica il documento Ibfan

 A cura di Rosita Conte

 

Data pubblicazione: 05 giugno 2013