Decreto “Cura – Italia”: MDC esprime forte delusione e richiama il Governo sulla necessità di intervenire con ulteriori ed immediati provvedimenti a sostegno dei consumatori e dell’economia del Paese: subito stop alle bollette e soldi alle famiglie come in Corea del Sud.

Il Movimento Difesa del Cittadino esprime grande delusione e preoccupazione per le modalità di intervento del Governo sul fronte economico, in special modo per la mancata sospensione delle bollette di luce, acqua e gas più volte annunciata ma non inserita nel decreto.

Il decreto legge n.9, approvato venerdì 28 febbraio ha stabilito la sospensione delle bollette di luce, gas, acqua e rifiuti fino al 30 aprile solo per i Comuni che per primi sono stati colpiti dal contagio, l’originaria “zona rossa” attualmente estesa riassorbita in un secondo momento nella cosiddetta “zona arancione (la Regione Lombardia e altre 14 province dell’Italia centro-settentrionale).

Fortunatamente solo ARERA ha invece deciso di rinviare al 3 aprile le procedure di distacco per i clienti morosi dell’elettrico e del gas.

Quanto alle iniziative delle singole aziende energetiche l’associazione ricorda che attualmente solo Acea, A2A, Iren e Hera hanno provveduto sia a sospendere le interruzioni delle forniture a seguito dei mancati pagamenti delle bollette sia a rinviare o offrire possibilità di rateizzazione per i clienti in situazioni di difficoltà economiche.

<<Entrando nel merito del Decreto Cura Italia – sottolinea Francesco Luongo, Presidente Nazionale di MDC – si tratta di una norma che non risponde alla primaria esigenza dei cittadini, famiglie ed imprese che è la sicurezza di una liquidità immediata per superare la quarantena.  La disposizione prevede una serie affastellata di fondi, agevolazioni e bonus per le famiglie di cui non vengono specificate le modalità di fruizione evidentemente rimandate a successivi provvedimenti attuativi>>.

Anche il pagamento di tasse è solo sospeso temporaneamente sino al 31 maggio dopodiché allo stato i contribuenti dovrebbero pagare tutto creandosi un ingorgo fiscale difficilmente gestibile tra Maggio e Giugno

È prevista solo una mini-proroga di 4 giorni (sino al 20 marzo 2020) dei versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza lunedì 16 marzo 2020.

Sempre una semplice sospensione è prevista per i versamenti, in scadenza nel periodo dall’8 marzo 2020 al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle emesse dagli agenti della riscossione, e i pagamenti dovuti a seguito di accertamenti esecutivi dell’agenzia delle Entrate, avvisi di addebito dell’Inps, atti di accertamento emessi dall’agenzia delle Dogane e atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali. Anche per questi debiti i versamenti sospesi si dovranno effettuare in unica soluzione entro il 30 giugno 2020 non si capisce bene come per quei cittadini che non hanno lavorato e sono privi di uno stipendio o altri emolumenti stabili.

Su IMU e TARI decideranno i Comuni quindi per MDC i contribuenti hanno poche speranze con i Sindaci e le amministrazioni locali assorbite dalla emergenza sanitaria.

Con tutte le attività ferme di fatto ed ex lege e fatturati a zero per PMI, Negozi, Partite Iva ed autonomi sono stati previsti solo un bonus una tantum di euro 600,00 per il mese di Marzo agli iscritti all’INPS, e un credito di imposta nella misura del 60% del canone di affitto di negozi e botteghe in categoria C/1 oltre ad un ampliamento del Fondo di Garanzia per i mutui prima casa anche agli autonomi in difficoltà con il pagamento delle rate.

Per i professionisti iscritti alle proprie Casse professionali che non abbiano prodotto nel 2019 un reddito superiore ai 10mila euro che abbiano sospeso o ridotto la propria attività a causa del coronavirus è istituito, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un Fondo denominato “Fondo per il reddito di ultima istanza” che rimanda ad un ulteriore decreto per l’attuazione.

<<Troppe misure a pioggia difficilmente fruibili con rapidità da famiglie ed imprese, con una larga platea di cittadini totalmente tagliati fuori da ogni forma di sostegno alle spese fisse, come il fitto e le rate dei finanziamenti, impossibilitati a lavorare con un vero e proprio tsunami fiscale di maggio e giugno, da pagare non si capisce bene con quali soldi. La speranza – conclude Luongo – è che il Governo si renda conto della necessità di ulteriori misure di sostegno alla economia in una situazione di sostanziale blocco delle attività economiche ed industriali del paese adottando il modello sud coreano, immettendo liquidità in ogni nucleo familiare di almeno 1000 euro mensili fino alla fine dell’emergenza per contrastare il crollo dei consumi e la recessione>>.

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