L’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, l’Environmental Protection Agency – EPA, ha ricevuto una delegazione di scienziati, ambientalisti e madri preoccupate perché nel latte materno è stato trovato l’erbicida Roundup, prodotto da Monsanto e utilizzato sulle colture geneticamente modificate, il cui ingrediente principale è il glifosato. L’EPA ha sottoposto il Roundup a una revisione ed entro il 2015 dirà se l’utilizzo del glifosato potrà continuare come adesso, se dovrà essere limitato o sospeso. Una valutazione preliminare del rischio dovrebbe essere disponibile entro la fine di quest’anno. L’anno scorso l’EPA aveva acconsentito all’aumento dei livelli di tolleranza ammessi per i residui di glifosato negli alimenti, perché gli studi non indicavano un rischio di cancro.

 Mentre Monsanto ribadisce la sicurezza del Roundup, il fatto che il glifosato sia stato rilevato in campioni di urina e latte materno ha suscitato preoccupazioni. Il gruppo Moms Accross America, che ha incontrato l’EPA, ha detto che entro l’anno renderà disponibile uno studio sulla presenza di questa sostanza chimica nel latte materno negli Stati Uniti. I test sinora commissionati dall’associazione di mamme e dal sito d’informazione Sustainable Pulse hanno rilevato la presenza di glifosato nel latte materno in tre campioni su dieci, a livelli compresi tra 76 e 166 microgrammi/litro. Si tratta di limiti inferiori ai 700 microgrammi/litro ammessi dall’EPA, che l’anno scorso aveva innalzato, sulla base di studi che escludevano il bioaccumulo nell’organismo, e che ora ha deciso di sottoporre a revisione. Le analisi su 35 campioni di urine hanno rilevato residui di glifosato in quantità dieci volte superiore a quella rilevata lo scorso anno in un’indagine analoga condotta in Europa dai Friends of the Earth.

 Fonte: Il Fatto alimentare 

Data pubblicazione: 07 giugno 2014

 

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