L’ ha emanato un provvedimento sanzionatorio contro per pratica commerciale scorretta, ai sensi degli art. 20, comma 2, 24 e 25 del Codice del Consumo. Il procedimento contro l’azienda era stato avviato dall’Autorità dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da parte delle associazioni di tutela dei consumatori, tra cui anche il Movimento Difesa del Cittadino di Piceno.

Il caso segnalato da riguarda una società di Ascoli che lo scorso anno aveva ricevuto due fatture con importi cumulativi esorbitanti, dovuti alla mancata tempestiva emissione delle fatture da parte dell’ente erogatore e per cause non imputabili all’utente, che nel frattempo era passato ad altro gestore.
Entrambe le fatture venivano emesse in assenza di letture relative ai consumi effettivi, inoltre erano state applicate aliquote superiori a quelle concordate e costi a diverso titolo non previsti dal contratto.

Pertanto MDC, nel richiedere la corretta applicazione delle condizioni contrattuali con l’eliminazione dei costi non concordati, aveva altresì richiesto una riduzione forfetizzata del totale dovuto, a titolo di parziale indennizzo del danno causato al cliente, e una dilazione rateale del pagamento.

La situazione non è ancora risolta, infatti Eni – dopo un primo annullamento dei consumi già fatturati – ha persino emesso contrastanti fatture successive all’instaurazione del procedimento di fronte all’Autorità, dimostrando così la persistente inadeguatezza di Eni nella gestione della contabilità con i clienti.

Data pubblicazione: 29 luglio 2016

 

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