Approvate lo scorso 18 dicembre in Conferenza Stato-regioni le nuove Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera pediatrica.

Il documento è stato pensato come un’estensione delle precedenti Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera e assistenziale e rappresenta un modello da presentare a livello nazionale, al fine di rendere omogenee le attività intese a migliorare il rapporto dei giovani pazienti con il cibo.

Le linee di indirizzo sono state laborate per facilitare, sin dall’infanzia, l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute e la prevenzione delle patologie cronico-degenerative di cui l’ scorretta è uno dei principali fattori di rischio. Nel documento, infatti, viene data particolare importanza all’intervento nutrizionale, che ha come obiettivo la promozione e il mantenimento della salute nel bambino, fin dalla nascita, adattandolo agli stati di benessere e malattia che possono alternarsi durante la crescita.

Lo sviluppo psicofisico e l’accrescimento del bambino sono in stretta relazione con lo stato di nutrizione: deficit nutrizionali derivanti da un’alimentazione inappropriata possono causare uno sviluppo incompleto e danni spesso irreversibili ad organi ed apparati. L’alimentazione nei primi anni di vita, inoltre, è in grado di influenzare il comportamento alimentare e lo stato di salute a lungo termine.

Il documento, destinato agli operatori del settore, affronta:

Malnutrizione ospedaliera in età pediatrica: il tipo d’intervento nutrizionale deve iniziare sin dai primi momenti del ricovero e prevedere uno schema nutrizionale adeguato al piccolo degente, per poi fornire ai genitori chiare indicazioni alimentari da seguire a casa secondo i fabbisogni del bambino in crescita
Screening del rischio nutrizionale: la valutazione precoce del rischio nutrizionale del paziente pediatrico, effettuata al momento del ricovero e dei successivi monitoraggi, consente di contrastare l’instaurarsi di stati di malnutrizione ospedaliera e di correggere situazioni di malnutrizione precedenti. La prima valutazione del rischio nutrizionale deve costituire la prassi ed essere effettuata tempestivamente da personale qualificato appositamente identificato in ciascuna struttura sanitaria. I risultati dello screening nutrizionale devono essere finalizzati ad una richiesta appropriata di intervento per la valutazione e il trattamento. La valutazione dello stato di nutrizione deve essere completata monitorando misure e indici antropometrici, biochimici e l’apporto di energia e nutrienti.
Servizio di ristorazione ospedaliera: deve rispondere a criteri di gradimento, salubrità e qualità, ma anche influenzare le scelte alimentari. A tal fine è necessario che la stesura del capitolato, per l’affidamento del servizio, sia dettagliato per tutte le procedure di preparazione dei pasti (dall’approvvigionamento delle derrate, al dietetico, all’igiene dei locali, ecc) al fine di descrivere il servizio atteso.
Alimentazione in età pediatrica: vengono riportati consigli dietetici attraverso tabelle divise per età (0-6 mesi, 6-12 mesi, 12-36 mesi). L’alimentazione nel corso dell’infanzia cambia continuamente: nei primi mesi di vita il latte materno è l’alimento normale ed esclusivo per il neonato e il lattante; con il divezzamento invece, si passa all’introduzione graduale dei cibi solidi, fino a pasti paragonabili per varietà a quelli degli adulti ma con porzioni adeguate all’epoca di vita e frequenze di assunzione definite per ogni alimento.

Fonte: Ministero della Salute

Data pubblicazione: 03 febbraio 2015