Promozione dello sviluppo, della competitività e della qualità nel settore agricolo, agroalimentare e della pesca; tutela degli interessi nazionali in ambito comunitario e internazionale; nuova governance del territorio rurale e montano; riqualificazione e razionalizzazione della spesa. Queste le priorità delle Linee programmatiche presentate dal ministro per le Politiche agricole Nunzia de Girolamo nella sua audizione alle Commissioni Agricoltura della Camera dei Deputati e del Senato.

Lo scenario di fondo è quello di recessione, caratterizzata dal forte calo dei consumi e dalla speculazione finanziaria. Nel 2012 l’attività economica è progressivamente calata e il PIL, in termini reali, ha mostrato una sensibile contrazione (-2,4%). Il calo del PIL è legato alla diminuzione del consumo privato (-4%) e alla contrazione dei consumi collettivi che hanno risentito del consolidamento fiscale; inoltre, il generale stato di incertezza ha frenato gli investimenti privati. L’unica componente della domanda che mostra un segno positivo è stata quella delle esportazioni, stimolate dalla domanda extra-UE. Diminuiscono gli imprenditori del settore “agricoltura, silvicoltura e pesca” con un meno 13 mila unità nel primo trimestre 2013. Sul versante occupazionale, il settore agricolo nel primo trimestre del2013 hagià registrato una diminuzione del numero di occupati di circa 32 mila unità, su un totale di 781.000.

Di contro, si evidenzia una significativa crescita delle esportazioni agroalimentari (+5,4%). Restano, invece, sostanzialmente stabili le importazioni  e ciò comporta un rilevante miglioramento del deficit della bilancia agroalimentare.

In questo contesto il Ministro chiarisce gli obiettivi programmatici mettendo tra le priorità l’accesso al credito. Si parte con un intervento sul Fondo di Garanzia e sul Fondo di Credito per renderli più appetibili gli interventi, vista la propensione del settore agricolo ad investire per migliorare la competitività del sistema. Previsto anche uno “Sportello per i finanziamenti e gli investimenti” in favore del miglioramento della filiera agro-alimentare.

Sul tema dell’accesso alla terra De Girolamo ha detto di voler dare ”concreta attuazione alle disposizioni contenute nell’articolo 66 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1,  convertito con modificazioni dalla  legge 24 marzo 2012, n.27, in tema di dismissioni dei terreni demaniali.  A tal fine, ho attivato una verifica sugli immobili che possono essere messi a disposizione dei giovani e sto lavorando insieme alla Cassa depositi e prestiti per individuare misure di immediata applicazione”.

Centrale la tutela dei prodotti di qualità. “L’Italia è di gran lunga il Paese con il più alto numero al mondo di denominazioni giuridiche protette. Con 249 prodotti inseriti nel registro delle indicazioni geografiche, il nostro Paese supera, infatti, il 22% delle denominazioni d’origine europee (D.O.) e con 521 prodotti DOP e IGT è al vertice mondiale, ha detto il Ministro che promettendo una celere recepimento del Pacchetto Qualità, ritiene indispensabile concentrare gli sforzi per contrastare la contraffazione, l’italian sounding, soprattutto tramite trattative internazionali e coordinamento tra gli organi dei vari Paesi coinvolti.

Alla  PAC il Ministro attribuisce “un’importanza particolare, perché penso che su questo versante si possa fare molto di più di quanto fatto in passato, in termini di condivisione di strategie, di efficacia delle politiche e di garanzie per un settore che ha bisogno di certezze e di prospettive di sviluppo a lungo termine. Il “turn over” a cui è stato sottoposto il Mipaaf (alla guida del Ministero delle politiche agricole si sono avvicendati cinque Ministri negli ultimi cinque anni) non ha certamente giovato al comparto. L’agricoltura è un settore che merita maggiore attenzione di quella che la politica le ha riservato negli ultimi anni e io mi voglio fare portavoce di questo desiderio di riscatto. A dire il vero, l’attenzione dimostrata dal Governo nella prima fase di revisione dell’IMU mi fa ben sperare”.

Nel quadro della tutela del territorio prosegue il lavoro del precedente Ministro Catania in favore della difesa del suolo agricolo e del recupero di aree e fabbricati rurali, impedendo il cambio di destinazione d’uso per i terreni che hanno ricevuto finanziamenti nazionali o comunitari, nonché fissando criteri per invertire la tendenza alla cementificazione e promuovere una gestione sostenibile degli interventi infrastrutturali e del territorio.

Ultima priorità, ma non per ordine di importanza, la razionalizzazione della spesa e delle funzioni di competenza nell’ambito del Dicastero come degli enti collegati o controllati.

A cura di Silvia Biasotto

Data pubblicazione: 04 giugno 2013