Dopo gli annunci delle scorse settimane il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha deciso di vederci chiaro sul piano annunciato da di voler portare la direttamente a casa dei clienti in ben 224 città italiane, con un investimento di circa 2,5 miliardi di euro.

Con una nota inviata ieri ad Enel ed alla neonata Enel Open Fiber, l’Associazione di consumatori ha richiesto maggiori informazioni sul piano e, sopratutto, come e quando dovrebbe partire la fase di start-up prevista già a settembre nelle città di Perugia, Cagliari, Bari e Catania.

MDC intende sapere se ed in che misura i lavori saranno finanziati con il denaro incassato dalle bollette degli italiani e se saranno connessi con l’altra grande operazione annunciata da Enel ovvero l’avvio entro l’anno della sostituzione degli attuali contatori elettrici con smart meters di seconda generazione.

Anche su questo passaggio epocale che interesserà 33 milioni di abitazioni, dopo le tante indiscrezioni, l’associazione vuole avere notizie certe sui costi per i clienti, funzionalità, omologazione degli apparati, modalità di lettura, capacità di interazione con altri device e livello di emissioni onde elettromagnetiche per verificare se in linea o meno con la normativa comunitaria ed emanata dalla Autorità .

“E’ noto, ad esempio, che i nuovi misuratori darebbero la possibilità di prepagare il consumo con un sistema simile a una scheda telefonica, – ha dichiarato Francesco Luongo, Vicepresidente di MDC – il grande problema tuttavia resterebbero le letture omesse o sbagliate delle società di distribuzione, accertate da una indagine della Autorità dell’agosto 2015 (Delibera  413/2015/E/eel), su cui non è chiaro come incideranno i nuovi smart meters che rischiano di partire con questo gravissimo gap a tutto svantaggio per gli utenti”.

Infine per l’associazione  non sono chiare le possibili “sinergie commerciali” dal punto di vista dell’installazione della fibra annunciate dall’AD di Enel Francesco Starace attraverso i nuovi contatori fiber ready ed in che misura anch’esse coinvolgerebbero o sarebbero a carico degli utenti.

Data pubblicazione: 20 aprile 2016

 

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