Reclamo

Le fatture erogate da enti pubblici o privati spesso non rispecchiano i reali consumi degli utenti, non sono ben dettagliate o presentano addirittura voci di spesa non previste nella contrattazione originaria. Sono tanti i consumatori che si ritrovano a fare i conti con conguagli troppo elevati, problemi di doppie fatturazioni, servizi non richiesti o bollette “gonfiate”.
Come può agire il consumatore per tutelarsi? La prima cosa da fare è inoltrare un reclamo nei confronti degli enti erogatori dei servizi, al fine di far rispettare i diritti contrattuali nei servizi di luce, gas, telefono, ecc. I reclami possono essere inviati dai singoli utenti o attraverso le associazioni di consumatori.

MDC può aiutarti nell’inoltrare il reclamo al gestore, qui puoi consultare l’elenco delle nostre sedi http://www.difesadelcittadino.it/le-nostre-sedi e trova quella più vicina a te per richiedere consulenza e assistenza. Oppure, nei confronti di diversi gestori, puoi attivare il reclamo direttamente  via web, attraverso il nostro sportello on line.
Ricorda di conservare le bollette e le ricevute dei pagamenti, fondamentali per contestare una bolletta già pagata o errata. Il reclamo può essere inoltrato all’azienda a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, via e-mail, pec o call center (a seconda del gestore a cui si muove la contestazione). Qualora il reclamo avvenga telefonicamente è consigliabile annotare il codice identificativo dello stesso che l’addetto del call center deve rilasciare per garantire la tracciabilità del contatto ed ottenere aggiornamenti sulla pratica.

Occorre precisare che il diritto al rimborso delle somme indebitamente versate per importi delle bollette non dovuti si prescrive (cioè può essere fatto valere) in cinque anni dall’emissione della fattura. Dal momento in cui riceve la lettera di reclamo l’azienda, in base al settore specifico in cui opera, può verificare la situazione e rispondere al consumatore entro:
TELEFONIA 45 GG
ENERGIA 40 GG
POSTALI 45 GG
TRENITALIA 30 GG
UNIREC 20 GG
In caso di mancata risposta e risoluzione del problema il cittadino può rivolgersi a un’Associazione di Consumatori per attivare la procedura di “conciliazione paritetica”, strumento di risoluzione stragiudiziale.