Recuperare prodotti alimentari non venduti, incentivare la donazione delle eccedenze della filiera agroalimentare, ridurre i rifiuti biodegradabili: questi gli obiettivi fissati dal Position Paper, predisposto dalla segreteria tecnico-scientifica del Piano Nazionale di prevenzione dello promosso dal Ministero dell’Ambiente (di seguito PINPAS). Il documento dal titolo La donazione degli alimenti invenduti. Verso la semplificazione normativa è stato predisposto lo scorso 5 Febbraio in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, e raccoglie le risposte dei circa 33 sui 240 membri della consulta PINPAS. L’atto evidenzia anche alcune necessità di intervento, come la semplificazione e l’armonizzazione del quadro normativo di riferimento, ed è scaricabile dal sito del Ministero dell’Ambiente.

COME NASCE – Nelle premesse del Position Paper, Andrea Segré – Presidente del Comitato tecnico-scientifico del Ministero dell’Ambiente per l’implementazione del Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti PNPR – specifica che il Position Paper è stato voluto in vista dell’iniziativa “Stop Food Waste – Feed the Planet: la carta di Bologna contro gli sprechi alimentari” che si è tenuta nel capoluogo emiliano lo scorso 24 Novembre. La documentazione voluta dalla segreteria del PINPAS si aggiunge a quella presentata dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti durante la “Giornata mondiale per l’ambiente 2014”.

LA CONSULTAZIONE – Il questionario richiedeva risposte a due quesiti cruciali: una valutazione sull’adeguatezza dell’attuale quadro normativo che disciplina dei prodotti alimentari invenduti; un’opinione sull’eventualità dell’introduzione di modalità di quantificazione, rendicontazione e monitoraggio delle donazioni. Le domande sono state inviate via e-mail lo scorso 3 Novembre, per essere poi riconsegnate alcuni giorni successivi.

Nel Position Paper la consulta ha scelto di riportare solo alcune delle risposte, catalogandole in base alle criticità e alle proposte di miglioramento.

CRITICITA’ – In merito ai problemi legati alla natura operativa e igienico sanitaria, Granarolo ha sottolineato la mancanza di garanzie riguardo alle capacità delle ONLUS di gestire i prodotti donati, con particolare riferimento a quelli che richiedono la catena del freddo; allo stesso tempo, il Comune di Bologna, con ANCC – COOP e INEA, lamenta una ristrettezza della platea dei beneficiari con esigenze di umana.

Alcuni membri della consulta, inoltre, hanno espresso dei dubbi sulla formazione, informazione e comunicazione, mostrando difficoltà nell’accesso alle informazioni sugli adempimenti e le procedure da seguire da parte dei soggetti donatori.

PROPOSTE – Dall’etichettatura al tempo utile di consumo, dall’estensione del numero dei soggetti beneficiari agli adempimenti in materia igenico-sanitaria, i suggerimenti dei componenti del PINPAS potrebbero costituire una la base per l’avvio di un processo “di riforma del quadro normativo-regolamentare che disciplina la donazione degli alimenti invenduti in Italia al fine di rendere la donazione degli alimenti invenduti una pratica sempre più diffusa nel paese”, come auspicato nelle stesse conclusioni del Position Paper.

 A cura di Elena Franci

Data pubblicazione: 16 febbraio 2015