Sfide pericolose che possono condurre al suicidio o ad incidenti mortali, il fenomeno si sta diffondendo anche in Italia: lo scorso marzo il Movimento Difesa del Cittadino ha lanciato una survey sul web per capire qual è l’entità del fenomeno nel nostro Paese e quali sono gli strumenti per cominciare a combatterlo.

Le sfide sono diverse, dal Daredevil Selfie, che sfida i giovani a fotografarsi in situazioni pericolose ed estreme, al nuovo fenomeno chiamato Blue Whale , che conduce all’autolesionismo attraverso 49 tappe fino alla tappa finale, la cinquantesima, che prevede il suicidio: “trova l’edificio più alto e salta”. Una sfida che passa attraverso i social, su cui spesso i ragazzi lanciano messaggi che rimandano alle azioni svolte giorno per giorno, fino alla tappa finale. Ed è proprio attraverso il web che le vittime vengono spesso adescate dal cosiddetto “curatore”, colui che detta le regole, e indotte ad accettare di partecipare al gioco, con manipolazioni, minacce e ritorsioni.

L’attenzione al fenomeno è sempre più alta anche in Italia. A Ravenna il caso di un’adolescente di 14 anni che ha pubblicato sul suo profilo Facebook le foto di alcuni tagli che si era procurata a un braccio, la cui forma ricordava la sagoma della balena. Tempestivo l’intervento della , che si sta occupando del caso per verificare l’esistenza di un collegamento con il Blue Whale Challenge e identificare eventuali responsabili. Altri due casi sono stati segnalati a Prato e a Lucca, dove due ragazzine toscane sarebbero state adescate su una chat e invitate da un “tutor” a partecipare alla sfida.

La Polizia Postale ha lanciato un appello ai genitori e agli adolescenti, spiegando il fenomeno e come  difendersi. Sono attivi per segnalare chi induce a farsi del male il sito www.commissariatodips.it e le pagine Facebook www.facebook.com/unavitadasocial/ o www.facebook.com/commissariatodips/ .

Data pubblicazione: 06 giugno 2017

 

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