Il credito al consumo e le difficoltà familiari tra i fattori di rischio. La prevenzione e l’assistenza decisive per affrontare la crisi
Il sovraindebitamento delle famiglie raramente è riconducibile a una sola causa. Alla difficoltà di gestire il bilancio familiare si aggiungono il ricorso al credito al consumo e al “buy now, pay later”, il costo della vita, problemi familiari e aziendali e una scarsa consapevolezza degli strumenti disponibili per affrontare la crisi. È quanto emerge dall’esperienza dei circa 700 cittadini che si sono rivolti agli sportelli di assistenza e consulenza al debito, attivati gratuitamente in 10 regioni nell’ambito del progetto DRIN (Debt Relief Initiative), coordinato da Adiconsum in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) e finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Single Market Programme – Consumatori 2024.
I risultati del progetto sono stati al centro del webinar conclusivo “Dal credito facile alla gestione della crisi”, dedicato alle cause del sovraindebitamento, agli strumenti per prevenirlo e affrontarlo e al quadro normativo di riferimento.
Il progetto DRIN ha avuto come obiettivo principale la creazione delle basi per una prevenzione efficace e una gestione attenta dell’indebitamento delle famiglie, attraverso un approccio multi-stakeholder e un intenso lavoro sul campo rivolto ai gruppi target. Tra le attività realizzate, l’apertura degli sportelli gratuiti della rete Adiconsum e MDC, destinati a offrire assistenza e consulenza ai cittadini in difficoltà. “MDC e Adiconsum operano da quattro anni in progetti di questo tipo, con un approccio diversificato: formare gli sportellisti; supportare i cittadini su come approcciare gli strumenti a disposizione; sensibilizzare l’opinione pubblica e i decisori politici”, ha dichiarato il presidente nazionale di MDC Antonio Longo, assicurando che “proseguirà l’impegno su questi temi”.
Al webinar, la cui registrazione è disponibile sulla pagina Facebook di MDC https://www.facebook.com/share/v/1GvdkTYwfK/ , hanno partecipato consulenti del progetto, responsabili della Banca d’Italia e rappresentanti di società finanziarie, con l’obiettivo di affrontare il sovraindebitamento come un fenomeno complesso e articolato, che coinvolge diversi attori. Dall’attività degli sportelli è emerso che il sovraindebitamento si accompagna frequentemente ad altri fattori di fragilità, tra cui problemi familiari, difficoltà aziendali e aumento del costo della vita. Nel corso del progetto sono state individuate quattro macro-condizioni che possono favorire il sovraindebitamento: un’educazione finanziaria inadeguata, riscontrata maggiormente fra le donne; la diffusione dei contratti di credito al consumo e del fenomeno del “buy now, pay later”; la crescente difficoltà nell’organizzazione del bilancio familiare; il cambiamento delle metodologie utilizzate dai venditori di beni e servizi. A questi fattori si aggiungono la scarsa consapevolezza dei debitori, la presenza di soggetti che promettono soluzioni “miracolose” alla crisi e forme di violenza economica ai danni delle donne. Sul piano europeo, la direttiva 2023/2225 contiene misure finalizzate ad arginare il fenomeno, anche se restano alcuni aspetti che, secondo quanto emerso nel confronto, necessitano di modifiche e miglioramenti. A livello nazionale, accanto alle attività svolte dal Terzo settore, sono state ricordate anche le iniziative della Banca d’Italia, tra cui il portale “L’economia per tutti”, volto a promuovere una maggiore cultura finanziaria tra i cittadini. Prevenzione, informazione e accesso a un’assistenza qualificata restano quindi strumenti fondamentali per aiutare le famiglie a riconoscere tempestivamente le situazioni di difficoltà e affrontare il sovraindebitamento prima che la crisi diventi irreversibile.