You are currently viewing Dazi su pacchi extra UE, MDC: “L’ennesimo balzello sulle famiglie. Penalizzati soprattutto i cittadini delle aree interne”

Dal 1° luglio scatta il contributo forfettario da 3 euro sugli acquisti online provenienti da Paesi extra UE. Movimento Difesa del Cittadino: misura che rischia di colpire i consumatori senza affrontare i problemi strutturali del commercio e della concorrenza

 

Da domani entra in vigore la nuova misura europea che pone fine all’esenzione doganale per i pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi terzi e introduce un prelievo di 3 euro sugli acquisti spediti direttamente ai consumatori, interessando in particolare gli ordini effettuati attraverso grandi piattaforme dell’e-commerce asiatico. Una decisione che il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) giudica fortemente penalizzante per i consumatori. “Si tratta dell’ennesimo peso scaricato sulle famiglie italiane, in una fase in cui il potere d’acquisto continua a essere sotto pressione per il caro vita e l’aumento generalizzato dei costi”, dichiara Antonio Longo, presidente di Movimento Difesa del Cittadino. “A essere colpiti saranno soprattutto i cittadini che vivono nelle aree interne del Paese, dove la desertificazione commerciale è ormai un fenomeno sempre più grave. In molti comuni i piccoli e medi esercizi commerciali hanno chiuso o stanno chiudendo, costringendo le famiglie a ricorrere agli acquisti online per beni che un tempo erano facilmente reperibili sul territorio”, afferma Longo.

 

MDC evidenzia inoltre come il nuovo prelievo rischi di generare costi superiori a quelli apparentemente annunciati. Il contributo, infatti, non verrà applicato al singolo pacco, ma alla singola “voce” doganale dichiarata: ciò significa che un’unica spedizione contenente diverse categorie di prodotti potrebbe essere assoggettata a più addebiti, con un aggravio finale ben superiore ai 3 euro inizialmente prospettati. “Comprendiamo l’esigenza di garantire regole uguali per tutti gli operatori e di contrastare eventuali distorsioni del mercato”, prosegue Longo. “Tuttavia non si può continuare a intervenire esclusivamente attraverso nuovi oneri a carico dei consumatori. Se davvero si vuole sostenere il commercio di prossimità occorre investire nella rivitalizzazione dei centri urbani e delle aree interne, contrastare la chiusura delle attività commerciali e migliorare l’accesso ai servizi. Tassare gli acquisti online di chi non ha alternative concrete non è la soluzione”.