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Bollette, crisi Energetica: associazioni di tutela dei consumatori, dell’ambiente e dei venditori di energia presentano a Governo “manifesto” su crisi energetica.

Da rincaro tariffe impatto fino a 70 miliardi di euro su famiglie e imprese. Affrontare la crisi energetica come la pandemia: chiesto di dichiarare lo stato di emergenza, nominare una commissione di esperti e “vaccinare” i prezzi con nuovi meccanismi di calcolo che dimezzino la spinta rialzista.

Premiare efficienza energetica e ricerca di nuove fonti rinnovabili, recuperare 14 miliardi di extra-profitti e finanziamenti pubblici non necessari

 

 

Le associazioni dei consumatori Assoutenti, Adusbef, Codacons, Confconsumatori, Casa del consumatore, Ctcu, Lega Consumatori, Movimento difesa del Cittadino, Associazione utenti servizi radiotelevisivi, unitamente a Legambiente e all’Associazione di Reseller e Trader dell’Energia (A.R.T.E.) hanno presentato oggi al Governo un documento sulla crisi energetica che investe il nostro paese, contenente una serie di proposte per arginare il caro-bollette, ridurre le tariffe in capo a famiglie e imprese anche riformando i meccanismi di prezzo e di fiscalità dell’energia  e soprattutto premiare l’efficienza energetica, la ricerca e realizzazione di nuove fonti e gas rinnovabili come l’idrogeno
Un vero e proprio “manifesto” della crisi con cui le associazioni si fanno portavoce delle istanze di milioni di famiglie e attività produttive che rischiano di essere stremate dal caro-bollette e di pagare un conto salatissimo che potrebbe raggiungere, entro il 2022, quota 70 miliardi di euro.
Si legge nel documento presentato dalle 9 associazioni dei consumatori, dagli ambientalisti e dall’organizzazione dei trader al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri dello sviluppo economico, dell’Economia e della Transizione Ecologica:

“Considerata l’attuale situazione di diffusa crisi internazionale energetica e i rischi per la ripresa economica e la sostenibilità dei costi energetici per famiglie e attività produttive, si impone l’assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario ed urgente, per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività presente sul territorio nazionale mentre in parallelo si acceleri la spinta per le rinnovabili e le efficienza per ridurre la dipendenza dall’estero e dalle fonti fossili. Vista la stima di Terna del 21 ottobre 2021, con cui la Società ha dichiarato un maggior costo presunto per il paese nei 12 mesi del 2022 di 40 mld di € considerando un PUN di 150€/MWh;
Viste le stime effettuate da molte autorevoli organizzazioni correggono questo valore verso l’alto, fino a 60/70 mld di € a seconda dei valori effettivi delle componenti, considerando anche il maggior costo del Gas;
Ritenuto, quindi, che ricorrano, nella fattispecie, i presupposti emergenziali per la dichiarazione dello stato di emergenza; su proposta delle Scriventi associazioni di imprese e consumatori si propone di:
1) dichiarare per un periodo non inferiore a 12 mesi, lo stato di crisi energetica nazionale, in conseguenza del rischio per il paese dovuto all’aumento delle materie prime energetiche;
2) Istituire con urgenza, un comitato di esperti indipendenti di alto livello e di rappresentanti delle associazioni per supportare il Governo con dati scientifici nelle scelte più appropriate per riorganizzare mercato, infrastruttura e tariffe.
3) Elaborare interventi urgenti mirati sulle seguenti direttrici:
• riforma del meccanismo di prezzo basato sui costi di produzione;
• riduzione generale e definitiva della componente parafiscale;
• revisione dei meccanismi di sostegno per i casi difficoltà economica;
• introduzione di un meccanismo di prelievo sugli extra-profitti dovuti dal prezzo marginale attualmente applicato indifferentemente a chi vende energia fossile e/o rinnovabile che consentirebbe di recuperare altri 12 miliardi di euro;
• sospensione del “Capacity Market” fino al superamento dello Stato di crisi energetica” con recupero di altri 2 miliardi di euro;
• avvio urgente di un piano nazionale di efficienza energetica che coinvolga le imprese, le abitazione, gli edifici e la mobilità pubblica;
• avvio di un piano di efficientamento del patrimonio edilizio pubblico e privato, con particolare riguardo alle periferie, massimizzando e rivedendo il sistema di incentivi del settore e valorizzando il superbonus fino al 2030.

Al più presto va inoltre promosso il nuovo sistema energetico allo scopo di salvaguarda le tasche di famiglie attività delle imprese e per indirizzare la domanda e l’offerta di energia secondo nuovi principi e modelli, opposti a quelli fallimentari che hanno determinato l’attuale crisi – concludono le associazioni.